“La nostra azienda è nata nel 2004 e si è sviluppata nel mondo degli Esport. Purtroppo ci siamo sin da subito scontrati con varie problematiche di natura normativa e fiscale. Nel 2022 i dispositivi utilizzati per giocare sono stati paragonati a quelli usati nelle sale slot e scommesse, con tutta una serie di conseguenze. Fortunatamente dopo una importante vittoria in tribunale ora stiamo cercando di uscirne. Noi vogliamo supportare le proposte normative presentate in Parlamento, ma va detto che in Italia allo stato attuale è un disastro. Siamo nella morsa del nulla normativo. Mentre all’estero puoi fare tutto quello che non è vietato, in Italia puoi fare solo ciò che è esplicitamente autorizzato. I tempi del Parlamento sono veramente troppo lunghi, spero che qualcuno riesca a trovare il modo di risolvere la situazione attuale, dove rischiamo multe salatissime. Io come imprenditore, finchè non ci sarà una normativa chiara, non ho più intenzione di fare nuove attività di questo genere in Italia. In altri paesi ci danno addirittura finanziamenti per aprire. Ci sono ottime opportunità per fare business in questo settore, soprattutto per i giovani, ma ad oggi non in Italia. Qui a livello normativo siamo all’età della pietra”.

Lo ha detto Alessio Cicolari (nella foto), CEO AK Group, intervenendo a Lecce presso l’Università del Salento al convegno “La fiscalità internazionale, fra sport, esport e gaming”.

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