“Duole rimarcare come ad esempio la parola ristorazione non è mai citata in nessuna delle 167 pagine del documento, così come alcun riferimento viene fatto al mondo dei Pubblici Esercizi o alle attività di intrattenimento. La Federazione, in rappresentanza di migliaia di imprese del settore, è pronta a contribuire con proposte specifiche, nella consapevolezza che la ristorazione e l’intrattenimento possono essere leve importanti per contribuire a raggiungere gli ambiziosi obiettivi che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si prefigge. Appare opportuno non sottovalutare che la ristorazione, così come altre attività legate all’intrattenimento e al turismo ricettivo, sono ormai ancorate a piattaforme internazionali che sempre più ne determinano successi e insuccessi e che, soprattutto, implicano una crescente raccolta di dati legati ai flussi di prenotazione e consumo dei prodotti agroalimentari. È a nostro avviso importante promuovere delle iniziative nazionali ingrado di gestire questo patrimonio di big data anche al fine di ottimizzare i flussi informativi inerenti alla domanda, mettendo in connessione tutta la filiera dalla genesi della produzione agricola fino alla distribuzione del prodotto finale trasformato e somministrato. Leggendo le pagine dedicate alla Missione Turismo e Cultura si assiste alla costante assenza di riferimenti della componente legata alla ristorazione e all’intrattenimento italiano. Nei 16 progetti a cui ora vengono riservati 8 miliardi di euro di interventi, il settore non sembra essere stato contemplato, con conseguente perdita, se così fosse, di una componente strategica in termini economici, occupazionali, sociali e di attrattività internazionale. Esemplificativo, per citare un esempio, il caso degli interventi per la riqualificazione rivolta a tutte le fattispecie turistiche, da quella ricettiva a quella museale culturale, fino ad arrivare ai percorsi ciclabili e ai percorsi ferroviari. Unici esclusi la ristorazione e l’intrattenimento”.

E’ quanto si legge nel documento rilasciato dalla Fipe nell’ambito dell’audizione davanti alle Commissioni Bilancio e Politiche dell’Unione europea del Senato, dedicata al Piano nazionale di ripresa e resilienza.