“Il nostro Coordinatore C.G.S.S. Regione Liguria si è prontamente attivato insieme agli esercenti coinvolti nella misura restrittiva di chiusura che riguarda il Comune di Genova”. E’ quanto fa sapere la Conferederazione Gestori Sale Scommesse in una nota.

“Dopo aver ricevuto le varie segnalazioni pervenute dai gestori, si è provveduto, scrivendo all’Ufficio Commercio del Comune di Genova, all’Ufficio di Presidenza della Regione Liguria ed alla Segreteria del Sindaco di Genova, per richiedere un incontro urgente con le Istituzioni locali”.

Riportiamo un estratto della lettera:

“Scriviamo in merito alla chiusura che ci avete imposto. Le nostre attività hanno tutte un dipendente alla porta o comunque un campanello che permette di contingentare gli ingressi. Dal punto di vista dell’offerta scommesse sportive un membro del personale, provvede al mantenimento delle distanze all’interno della sala, mentre per quanto riguarda invece l’offerta di gioco dagli apparecchi AWP e VLT (ove presenti), sono tutti posizionati a distanza di 1,5 m ed igienizzati immediatamente, ogni volta che vengono utilizzati. Ognuno di noi ha predisposto anche un pannello all’entrata per la misura della temperatura corporea, o comunque dotato la propria agenzia di un termoscanner.

Capiamo la situazione di emergenza sanitaria, ma è per noi importante trovare un compromesso che ci consenta di lavorare in sicurezza, in modo da poter sostenere le spese dei dipendenti e soprattutto riuscire a far vivere dignitosamente le nostre famiglie, che sono giunte ormai allo stremo, visto che è il quarto mese di 12 in cui ci troveremo l’attività chiusa in questo 2020. Inoltre ci teniamo a precisare che nei tabacchi di 30-35 metri quadri accanto alle nostre attività è possibile effettuare tutti i nostri servizi, dalle scommesse alle slot, con conseguente sovraffollamento di persone. Siamo delusi perché avremmo preferito almeno essere messi tutti sotto la stessa luce, invece non solo questa chiusura imposta, ma dovremmo poi affrontare, in fase di riapertura, anche il problema dei clienti che si abitueranno ad usufruire dei nostri servizi da altre parti, a seguito di una concorrenza ‘’sleale’’ fatta in questo periodo da chi non è soggetto a restrizioni o chiusura totale, come: tabacchi, bar o internet point, molti dei quali, posizionati proprio accanto alle nostre attività. Chiediamo un incontro chiarificatore nel più breve tempo possibile, vogliamo dimostrarvi che le nostre attività rispettano come e forse anche più delle altre, tutti i protocolli e le norme di sicurezza per combattere e prevenire il contagio da Covid-19.

E’ triste dover tornare ad affrontare i problemi di sempre, dichiara il Presidente C.G.S.S. Giuseppe Spirito, ma ormai sembra che la caccia alle streghe sia ricominciata. In questo periodo, dove eravamo impegnati a portare avanti gli obiettivi che ci eravamo prefissati in collaborazione con Confcommercio, ci troviamo nuovamente davanti ad ordinanze senza senso, che non fanno altro che discriminare il settore del GIOCO LEGALE. Qualche giorno fa il Senatore Endrizzi, non perdeva occasione per esternare tutta la sua frustrazione nei confronti del nostro settore, ieri l’Ordinanza della Regione Campania, con nuove misure restrittive per il nostro comparto, ed oggi invece ci troviamo davanti l’ordinanza di Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria, che coinvolge la città di Genova, con nuove misure per l’emergenza legata al Covid-19 fino al prossimo 13 novembre. Sale giochi, sale scommesse e sale bingo, resteranno chiuse fino al termine dell’ordinanza come ha spiegato il sindaco di Genova, Marco Bucci. Sono in costante contatto con il nostro Coordinatore Liguria, che sta svolgendo un eccellente lavoro e sta tentando tutte le strade percorribili, per ottenere un incontro con Regione e Comune.

Temo che dobbiamo prepararci ad affrontare nuove battaglie nei prossimi giorni, ma questo sicuramente non ci spaventa, forti delle recenti esperienze che ci sono servite a rafforzare il nostro settore”.