“Con enorme soddisfazione riscontriamo che il Sottosegretario di Stato, con delega al gioco, on. Claudio Duringon, esprimendo la sua posizione sulla scelta del Governo di riaprire l’intero settore del ‘gioco legale’ dal primo luglio, si pone sulla nostra lunghezza d’onda. Riaprire tra 40 giorni delude profondamente lavoratori e imprenditori, dopo mesi e mesi di blackout nei palazzi del Governo”.
Così il Presidente di “Giocare Legale” Pasquale Chiacchio che in rappresentanza delle associazioni A.G.S.I., C.N.I., C.G.S.S. e A.Gi.Le., sottolinea positivamente le dichiarazioni del Sottosegretario Durigon. Affermazioni che richiamano ciò che Chiacchio ha evidenziato ieri: “un ripensamento da parte del Governo, in una prossima cabina di regia, che secondo secondo notizie assunte da Palazzo Chigi, dovrebbe svolgersi per la fine di maggio e l’intento a non mollare la presa proprio adesso”.
“Il settore ha sofferto davvero tanto e più di tutti gli altri e – prosegue Chiacchio – ha bisogno di un’ulteriore attenzione da parte dell’esecutivo Draghi. Una ragione che dovrebbe indurre tutte le associazioni del “gioco legale” a remare in un’unica direzione, senza differenze di parte. Noi di A.G.S.I., insieme al C.N.I. guidato da Gianmaria Chiodo, alla C.G.S.S. di Giuseppe Spirito e ad A.Gi.Le di Giuseppe Falcone, dal primo momento abbiamo percorso il medesimo cammino. Oggi con più forza e tenacia, chiediamo al Governo di rivedere la data del primo luglio, in considerazione dell’abbassamento del contagio, dell’accellerazione della campagna vaccinale e dell’intero territorio oggi in zona gialla, ma con sei regioni in zona bianca dal prossimo 7 giugno”.
“Noi siamo imprenditori seri e rispetteremo come sempre fatto, tutti i protocolli sanitari e di sicurezza. Basterebbe entrare in un nostro centro per rendersene conto. E invece – ribadisce Chiacchio anche in un’intervista al Tgr Campania – siamo costretti a ribadire anche la discriminate tra le nostre attività e gli esercenti dove si gioca lotto, superenalotto e gratta e vinci, aperti da sempre, anche con spazi ridotti al massimo. Per loro nessuno ha pensato al distanziamento o alle norme sanitarie? Non è una polemica, ma dopo 300 giorni e più di chiusura, ci saremmo aspettati un punto di vista migliore da parte del Governo”.
“Dunque – conclude Chiacchio – ci auguriamo che Draghi e i ministri competenti, accorci ancora di più le tempistiche di questa riapertura, permettendoci di riattivare le sale di gioco pubblico. Il periodo come simbolo di buona volontà potrebbe essere quello a cavallo degli “Europei 2021. Speriamo di da Chigi arrivi il segnale di apertura e distinzione che attendiamo e che sarebbe sbagliato disattendere”.