Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta), ha disposto una verificazione per la riforma delle sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia Romagna (Sezione Prima), a seguito di appello presentato da operatori, difesi dall’avvocato Cino Benelli, contro il comune di Riccione, di Bologna e di Ravenna.

I Giudici demandano l’esecuzione dell’incombente istruttorio al Direttore del Dipartimento Architettura, Ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito – DABC del Politecnico di Milano, ponendo a carico dell’appellante un acconto di 2.000 euro in favore del verificatore.

Il Consiglio di Stato ha «Ritenuto necessario disporre, ai sensi degli artt. 19 e 66 Cod. proc. amm., una verificazione che, sulla base degli atti di causa, compreso l’elaborato peritale prodotto in primo grado dalla parte ricorrente, e di ogni accertamento ritenuto utile ai fini della verificazione, chiarisca:

– se, tenuto conto della conformazione naturale e della disciplina urbanistica vigente nel Comune […], l’applicazione del criterio della distanza dai siti c.d. sensibili individuati nell’art. 6 comma 2 bis, della legge della Regione Emilia Romagna n. 5 del 2013, come modificato dall’art. 48 della legge regionale n. 18 del 2016, così come attuato dalle deliberazioni della Giunta Regionale oggetto di impugnazione (n. 831 del 12 giugno 2017 e n. 68 del 21 gennaio 2019), unitamente alle modalità applicative di cui alla deliberazione del Consiglio comunale […], determini che non sia in assoluto possibile la localizzazione sull’intero territorio comunale delle sale gioco e delle sale scommesse come definite dalla legge regionale e quale sia la percentuale di territorio in cui tale preclusione verrebbe ad operare (ovvero, all’opposto, la percentuale di territorio disponibile sia all’insediamento di nuove sale giochi e sale scommesse od all’installazione ex novo di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’art. 110, comma 6, del R.D. n. 773 del 1931, sia al trasferimento di quelle esistenti, secondo quanto appresso), considerati separatamente gli edifici esistenti e le strutture di possibile edificazione;

– inoltre se, tenuto conto di tutte le sale gioco e le sale scommesse autorizzate ed in esercizio in ambito comunale alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 18 del 2016, nonché della “mappatura dei luoghi sensibili” realizzata dall’amministrazione comunale, l’applicazione della disciplina volta alla c.d. delocalizzazione dell’attività nello stesso territorio comunale ne consentisse, nei termini ivi fissati, il trasferimento e la prosecuzione in altro sito idoneo, contestualmente ad analogo trasferimento da attuarsi da parte degli altri operatori economici destinatari del medesimo divieto di legge, anche alla stregua della zonizzazione vigente nel territoriale comunale e/o di altri atti, generali o di pianificazione, dell’amministrazione comunale utili all’individuazione di aree idonee allo scopo».

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