La Corte d’Appello di Potenza ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli contro la sentenza con la quale il Tribunale della stessa città aveva annullato la sanzione a un gestore di slot per violazione dell’art. 110, co. 9, lettera F bis del TULPS.

In seguito ad alcuni controlli il personale dell’ADM accertava che all’interno di una tabaccheria di Potenza veniva svolta attività di accettazione di scommesse sportive in assenza della prescritta autorizzazione ex art. 88 TULPS, così integrandosi gli estremi per l’applicazione, nei confronti del gestore di apparecchi da intrattenimento, della sanzione amministrativa. Per il giudice di primo grado il gestore si era limitato all’installazione degli apparecchi da intrattenimento, leciti ed autorizzati ex art. 86. In altri termini, secondo il primo giudice, posto che alla data dell’installazione delle tre macchinette l’ attività commerciale esercitata dalla titolare della tabaccheria risultava svolgersi in conformità alle norme di legge, non si poteva ritenere colpevole la società installatrice, non essendo quest’ultima tenuta a verificare il corretto utilizzo delle macchinette ed a vigilare sulla lecita destinazione dei locali da parte del suo titolare.

Di opinione diversa la Corte d’Appello che ha invece confermato la sanzione. La tabaccheria in questione aveva infatti un contratto con un bookmaker estero per il quale raccoglieva giocate.

Per come è stata strutturata la contestazione amministrativa anche nei confronti del gestore, sottolinea il giudice, era onere di quest’ultimo, nel momento in cui ha proceduto all’installazione degli apparecchi da intrattenimento presso l’esercizio commerciale, verificare, con l’adeguata diligenza, il tipo di utilizzo cui i predetti sarebbero stati destinati ed accertare che il fruitore fosse dotato delle eventuali autorizzazioni ovvero dell’autorizzazione amministrativa prevista dall’art. 88 del TULPS. La sussistenza di un contratto avente ad oggetto la regolamentazione del gioco di azzardo ed evidentemente antecedente rispetto a quello concluso dalla rivendita con il gestore di slot, appurata da quest’ultima ai fini di poter escludere la ricorrenza della colpa in capo alla predetta.

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