Il gestore , nonchè proprietario di un apparecchio da gioco, è il solo soggetto chiamato a rispondere del mancato versamento del PREU nel caso in cui la slot sia ritenuta irregolare, ma solo se l’infrazione è stata commessa prima del 2007. E’ quanto conferma la Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi sul ricorso di un esercente contro una pronuncia della Commissione tributaria provinciale di Perugia che aveva rigettato il ricorso proposto dal contribuente avverso l’avviso di accertamento con il quale l’Amministrazione aveva recuperato nei confronti di quest’ultima, quale titolare di un esercizio nel quale era stato installato un apparecchio di intrattenimento e divertimento di cui all’art. 110, comma 6, del TULPS risultato privo del prescritto nulla osta, l’evaso prelievo erariale unico (PREU), oltre a interessi e sanzioni, per l’anno 2006.

Per i giudici “La Corte costituzionale, nella sentenza n. 334 del 2006, ha affermato che “con il combinato disposto dei commi 8, 9 e 13 dell’art. 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e la correzione dell’andamento dei conti pubblici), e con la conseguente modifica dei commi 1 e 2 dell’art. 14-bis del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640 (Imposta sugli spettacoli), il legislatore ha limitato agli apparecchi e congegni per il gioco di cui al settimo comma dell’art. 110 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), l’applicazione dell’imposta sugli intrattenimenti originariamente relativa sia agli apparecchi e congegni elencati dal sesto comma dello stesso articolo 110, sia a quelli elencati dal settimo comma. Nel contempo, a decorrere dall’anno 2004, ha assoggettato ad uno specifico prelievo erariale quegli apparecchi che hanno caratteristiche tecniche tali da consentirne la gestione telematica, nulla innovando, rispetto alla disciplina dell’imposta sugli intrattenimenti, in ordine alla struttura del prelievo stesso. In particolare, il presupposto rimane, ai sensi del primo periodo del comma 13 dell’art. 39 del decreto-legge n. 269 del 2003, l’utilizzazione di apparecchi e congegni per il gioco lecito negli esercizi  autorizzati, come già previsto, per l’imposta sugli intrattenimenti, dall’art. 1 del d.P.R. n. 640 del 1972 e dal punto 6 della tariffa allegata allo stesso d.P.R.; l’imponibile continua ad essere costituito, ai sensi del primo periodo del comma 13 dell’art. 39 del decreto-legge n. 269 del 2003, dai proventi del gioco, analogamente a quanto stabilito dall’art. 14-bis del d.P.R. n. 640 del 1972, per l’imposta sugli intrattenimenti; il soggetto passivo è il titolare del nulla-osta per l’esercizio dei suddetti apparecchi e congegni, ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera d, del decreto ministeriale 12 marzo 2004, n. 86, soggetto che corrisponde al gestore degli apparecchi e congegni tenuto al versamento della sostituita imposta sugli intrattenimenti ai sensi dell’art. 2 del d.P.R. n. 640 del 1972 e dell’art. 1, comma 2, del decreto dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato emesso il 22 marzo 2004”; – nella vicenda in giudizio, anteriore al 2007, è invero inapplicabile il testo dell’art. 39 quater, comma 2, del d.l. n. 269 del 2003, introdotto dall’art. 1, comma 84, della L. n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), entrato in vigore il 10 gennaio 2007, che, per quanto di interesse, prevede: “2. (…)2. Il prelievo erariale unico e’ dovuto anche sulle somme giocate tramite apparecchi e congegni che erogano vincite in denaro o le cui caratteristiche consentono il gioco d’azzardo, privi del nulla osta di cui all’articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, nonche’ tramite apparecchi e congegni muniti del nulla osta di cui al predetto articolo 38, comma 5, il cui esercizio sia qualificabile come illecito civile, penale o amministrativo. Per gli apparecchi e congegni privi del nulla osta il prelievo erariale unico, gli interessi e le sanzioni amministrative sono dovuti dal soggetto che ha provveduto alla loro installazione. E’ responsabile in solido per le somme dovute a titolo di prelievo erariale unico, interessi e sanzioni amministrative il possessore dei locali in cui sono installati gli apparecchi e congegni privi del nulla osta; – pertanto, solo a decorrere dal 1° gennaio 2007- con una normativa non retroattiva – il legislatore ha esteso, in forza dell’art. 39 quater cit., il PREU anche ai giochi d’azzardo non muniti di nulla osta, prevedendone puntualmente l’obbligato in via principale e quelli in via solidale, non essendo stato, prima di tale intervento, il gioco d’azzardo illecito assoggettato ad alcuna imposta e, tantomeno, al PREU; – da qui la non corretta applicazione dei principi di cui sopra da parte della CTR, avendo individuato nell’esercente l’esercizio commerciale dove era stato installato l’apparecchio da gioco risultato privo di nulla osta il responsabile in via solidale per il versamento dell’imposta PREU evasa – essendo l’obbligato in via principale l’installatore dei macchinari- rientrando, a suo avviso, tale nozione di “soggetto di imposta” in quella all’epoca vigente che, sebbene dettata propriamente in tema di imposta di intrattenimento, sarebbe risultata compatibile con la struttura della nuova imposta PREU – di cui all’art. 2, comma 1, del d.P.R. n. 640 del 1972 (di “chiunque organizzi gli intrattenimenti”)”.