“Siamo incazzati, essere arrabbiati non basta. Purtroppo oggi  manca la politica a questo convegno. Noi non facciamo azzardo, facciamo gioco autorizzato dallo Stato”

Domenico Distante, presidente di Sapar non usa eufemismi per esprimere il suo disappunto oggi alla convention sul gioco che si sta tenendo a Roma.

“E’ diventato un Far West di leggi sparse. Senza di noi, che stiamo sul territorio a raccogliere i soldi, senza di noi nessun può fare nulla. Per me le istituzioni stanno al primo posto, però, Ministro Di Maio, la deve smettere di dire che noi paghiamo il 19% di tasse. Ascoltiamoci, sediamoci a un tavolo, parliamone, è stata fatta una cosa buona alla Conferenza Unificata, sottoscritta da tutti. Forse finalmente si dava una chiara interpretazione delle norme in tutti i Comuni, ma non gli è stato dato seguito”.

“Lo ha detto anche l’Iss, l’Eurispes, il distanziometro non serve a nulla, il problema non si risolve, si sposta. Dove non c’è il gioco legale, c’è quello illegale” continua distante.

“In Puglia, ad esempio, si parla di migliaia di persone che perderanno il lavoro. Non si può cambiare idea dopo la Conferenza Unificata e dire che non ci importa più nulla dei lavoratori. Se apro una sala giochi e poi arriva una scuola di ballo, devo spostarmi. E’ una situazione impossibile. A questo punto togliamo tutto il gioco legale in Italia. Basta dirlo, altro che il 19% di tasse, noi paghiamo oltre il 68%. Sediamoci a un tavolo, ci guardiamo in faccia, ma troviamo una soluzione che possa conciliare le esigenze di tutti”, conclude Distante.

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