(Jamma) La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza del Tribunale di Sassari   di declaratoria di improcedibilità per intervenuta prescrizione nei confronti di due persone accusate di vendere e realizzare Gratta e Vinci non autorizzati.

La condotta contestata agli imputati risulta essere quella di avere realizzato biglietti della lotteria istantanea “gratta e vinci” e di avere distribuito i biglietti medesimi, esercitando in tal modo abusivamente l’organizzazione di giochi riservati allo Stato.

Ne consegue che la condotta contestata risulta rientrare all’interno del comma 2 dell’art. 4 I. n. 401 del 1989., ove, infatti, si prevede la sanzione della reclusione da sei mesi a tre anni per “chiunque eserciti abusivamente l’organizzazione del giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici che la legge riserva allo Stato o ad altro ente concessionario”.

E del resto, a conferma dell’esattezza dell’inquadramento normativo, va ricordato che questa Corte (da ultimo, Sez. 3, n. 16339 del 12/03/2015, Illuminati, Rv. 263337; Sez. 3, n. 3816/09 del 14/10/2008, Leone, Rv. 242823) ha già affermato più volte che la condotta di vendita di tagliandi “gratta e vinci” senza autorizzazione costituisce ipotesi delittuosa, sanzionata con la reclusione di cui al primo periodo del comma 1, e non contravvenzionale, giacché dall’esame dell’ art. 4 cit., si evince appunto che il legislatore ha configurato come delitto l’abusivo esercizio dell’organizzazione di giochi o scommesse che la legge riserva allo Stato o ad altro concessionario dello Stato, nonché l’abusivo esercizio dell’organizzazione di scommesse e concorsi pronostici su attività sportive gestite dal CONI o da organizzazione da esso dipendenti e dall’UNIRE (primo e secondo periodo del comma 1), mentre ha configurato come contravvenzione l’analogo esercizio abusivo dell’organizzazione di scommesse pubbliche su altre competizioni o giochi di abilità che la legge non riserva allo Stato o agli enti citati (terzo periodo del comma 1).

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