(Jamma) – “Il Consiglio di Stato non ha accolto l’appello, contro la sentenza del TAR, in merito all’annullamento dell’ordinanza, entrata in vigore lo scorso 17 agosto 2016, con la quale il Comune di Napoli aveva introdotto i limiti orari all’apertura delle sale giochi.

Si legge nell’ordinanza di rigetto dell’appello (proposto da alcuni operatori di sale bingo): “Considerato che deve essere più approfonditamente scrutinato in sede di merito (da fissarsi auspicabilmente in tempi brevi) il motivo di ricorso con il quale si è lamentato che, ferme restando le prerogative sindacali di cui al d.lgs. 267 del 2000, articolo 50, comma 7, nel caso in esame sarebbe il regolamento comunale a risultare illegittimo e, con esso, l’ordinanza sindacale che vi ha dato applicazione; Considerato tuttavia che, nel bilanciamento fra i diversi interessi pubblici e privati che nel caso in esame vengono in rilievo (alcuni dei quali impingenti la sfera dei diritti inviolabili quale quello alla salute), il Collegio ritiene preferibile l’opzione che consenta di pervenire alla decisione di merito in primo grado re adhuc integra”.

Il Consiglio di Stato ritiene, quindi, di non poter adottare una decisione in fase cautelare, rimettendo la questione al Giudice di prime cure. Rispetto alle altre ordinanze, sempre relative alla limitazione degli orari degli enti del territorio, i Giudici di Palazzo Spada questa volta hanno dato delle indicazioni ulteriori: serve una decisione sul merito, che dovrebbe peraltro arrivare a stretto giro.   Non si può infatti attendere tanto; l’economia del gioco lecito a Napoli è oramai in declino con tutte le conseguenze del caso:a) molti esercizi che gestiscono gioco pubblico per conto dei concessionari di Stato sono costretti a licenziare; b) confluiscono meno tasse nella casse dell’erario; c) proliferano i centri illegali di scommesse, dove non vengono effettuati controlli e quindi i minori – in barba a ciò che viene stabilito nel decreto Balduzzi – entrano e giocano indisturbati.

Purtroppo sembrerebbe che i nostri Giudici siano insensibili a queste tematiche; inconsapevolmente infatti con queste pronunce stanno favorendo la malavita organizzata che attraverso la rete del gioco illegale ha la possibilità di riciclare anche il denaro “sporco”. I Giudici non hanno il coraggio di affermare la riserva statale nel settore dei giochi, favorendo la politica ottusa degli enti del territorio. L’esecutivo, che avrebbe la possibilità di imporsi, sembrerebbe non essere (non ancora..) in grado di farlo. La conferenza Stato Regioni, alla quale la Stabilità 2016 aveva affidato il compito di risolvere la quaestio, è stata più volte rimandata. A seguito delle dichiarazioni della scorsa settimana sembrerebbe che il governo abbia trovato quell’attesa quadratura del cerchio: l’eliminazione dell’offerta di gioco negli esercizi generalisti secondari e l’accelerazione dei tempi della riduzione di almeno il 30 percento delle Awp a cominciare dai pubblici esercizi e dalle rivendite di tabacchi. Queste indicazioni del MEF sembra siano state ben accolte da coloro che dovranno sedere intorno al tavolo della Conferenza Unificata.

Sulla base di questi presupposti chissà che entro il 20 ottobre si possa giungere al voto finale. Se infatti il nodo politico dovesse essere sciolto, la riunione sarà una mera formalità di ratifica di un’intesa già raggiunta nelle settimane precedenti. Il veicolo – la Stabilità 2017 in corso di formazione – non dovrà però riservare qualche sorpresa che possa far saltare anche la data del 20 ottobre”.

Avv. Stefano Sbordoni

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