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(Jamma) – Il Tar Lazio ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Ministero dell’Interno e Questura di Macerata in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento con cui il Questore della Provincia di Macerata ha disposto l’annullamento della licenza ex art. 88 TULPS, datata 01.03.2018, di cui è titolare il ricorrente, per l’esercizio di un punto di raccolta di scommesse su rete fisica ex art. 1, co. 643 L. 190/2014 da esercitare nei locali siti in Camerino; unitamente al divieto di proseguire l’attività di cui alla menzionata licenza, dalla notifica del provvedimento medesimo; della Circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, n. 557/PAS/U/003881/12001(1) del 19.03.2018; della nota prot. N. 7327 datata 23.03.2018, non integralmente cognita, con cui il Comandante della Polizia Municipale del Comune di Camerino ha rappresentato che il locale dove è stato attivato il punto scommesse di cui all’autorizzazione sopra menzionata, dista meno di 500 mt. da uno sportello bancomat considerato, ai sensi dell’art. 5, comma 2 della L.R. 7 febbraio 2017, n. 3 “luogo sensibile” entro il quale è vietata l’installazione di apparecchi e congegni per il gioco.

“Considerato che il ricorso, ad un sommario esame proprio della sede cautelare, non appare assistito dai prescritti requisiti per la concessione della richiesta misura cautelare, poiché, dagli elementi di valutazione acquisiti in corso di causa, non emergono profili che inducono ad una ragionevole previsione sull’esito favorevole del ricorso; le spese seguono la soccombenza. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter), respinge la domanda cautelare. Condanna parte ricorrente al pagamento delle spese della presente fase cautelare”.

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