Scandalo dopo scandalo, Bruxelles ha rafforzato le sue direttive per combattere il riciclaggio di denaro.

La Commissione europea ritiene che sia giunto il momento di fare un passo avanti non solo nella individuazione delle carenze nella vigilanza finanziaria all’interno dell’UE, ma anche le nuove forme di elusione di controlli sul transito dei soldi ‘sportchi’, dalle borse virtuali al calcio professionistico. Secondo i calcoli dell’esecutivo comunitario la cifra d’affari delle attività illegali arriverebbe a 200.000 milioni di euro. Bruxelles propone quindi di creare un’autorità europea e dare più forza alla legislazione per contrastare queste pratiche.

Nonostante si presuma di avere le normative più severe al mondo, l’Europa è stata colpita nell’ultimo anno da un’ondata di casi di riciclaggio di denaro. La grande indagine si concentra sulla prima banca danese, la Danske Bank, sulla quale pesa il sospetto che oltre 15.000 clienti abbiano potuto riciclare capitali per un importo di 200.000 milioni di euro attraverso una filiale estone. Ma anche la German Deustche Bank, l’olandese ING, la lituana ABLV o la Maltese Pilatus Bank sono sotto la lente d’ingrandimento.

La Commissione europea ha condotto uno studio su dieci casi che hanno sconvolto il continente negli ultimi cinque anni. In esso, mostra carenze sia all’interno delle entità – dalla valutazione del rischio alla comunicazione di transazioni sospette – sia nelle autorità di vigilanza, alcune delle quali agiscono solo quando i rischi segnalati si erano già materializzati.

Il vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, ha avvertito che l’Unione europea soffre di un “problema strutturale” per prevenire il riciclaggio di denaro.

Ma quei fondi non circolano solo attraverso il sistema finanziario. La Commissione europea ha aggiornato lo studio condotto nel 2017 sui prodotti, i servizi e i settori più vulnerabili. E la situazione è peggiorata. Quel denaro si sposta oggi attraverso 47 beni o servizi (sette in più) e 11 attività economiche (una in più).

La comunicazione della Commissione include il calcio professionistico tra le attività che devono essere limitate. Bruxelles ricorda che la sua “organizzazione complessa” e la “mancanza di trasparenza” hanno creato un “terreno fertile” per l’uso di risorse illegali.

La minaccia delle scommesse online
Gli scandali più frequenti in Europa negli ultimi tempi sono stati collegati alle partite truccate. In Belgio all’inizio della scorsa stagione c’è stato un macro-raid in dieci club della lega sospettati di aver riciclato commissioni illegali attraverso società situate a Cipro, Serbia e Montenegro. In effetti, la Commissione non dimentica e sottovaluta i rischi legati alle attività dei  bookmaker online, visti gli elevati volumi di transazioni virtuali.

La Commissione propone al Consiglio e al Parlamento europeo di adottare nuove misure nella lotta contro il riciclaggio di denaro, che andrebbero dalla possibilità di emanare regolamenti – direttamente applicabili – anziché direttive.

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