Pecunia non olet dicevano i latini e gli amministratori della Regione Trentino Alto Adige non smentiscono il detto.

In virtù della aunomia della Regione e di una norma che risale al 1972 il Trentino può contare ogni anno sulle entrate che il Mef gli gira da una percentuale di quanto incassato come quota parte da giochi e scommesse (che in regime ‘normale’ è invece di competenza dello Stato centrale).

Così anche quest’anno non manca il contributo garantito attraverso i servizi di racconta del gioco legale. Stiamo ovviamente parlando di ogni tipo di gioco, dalle scommesse ai grattaevinci passando per le slot.

La cifra incassata come di competenza nel 2020 è pari a 10.200.000 euro, come certificato dal Ministero delle Finanze. Questo malgrado il legislatore regionale abbia introdotto nel 2020 una norma che mette al bando le slot come risultato dell’applicazione di un obbligo del rispetto delle distanze minime che questa tipologia di offerta deve rispettare i 300 metri dai luoghi sensibili.

Slot vietate e ‘distanziate’ quindi, mentre si continua ad incassare dalle attività di gioco terrestre.