Non farà piacere al vicepremier Di Maio sapere che tra le rivendicazioni di una delle ultime manifestazioni dei Gilet Gialli francesi c’è anche la liberalizzazione dei giochi da casinò nei bar del Paese.

Pochi giorni fa, in Francia, c’è stato il 15° sabato di protesta dei “gilet gialli” e solo a Parigi  sono scesi in piazza 5.800 manifestanti. Tra le loro rivendicazioni c’era anche la possibilità di legalizzare l’installazione di apparecchi da gioco simili a quelli dei casinò anche nei bar del Paese. A dire il vero l’approccio dei manifestanti, negli ultimi mesi, si è rivelato alquanto contraddittorio. In più di una occasione le rappresentanze dei manifestanti sono arrivate fino agli ingressi di alcune case da gioco del Paese senza però esplicitare una qualche contastazione alla loro attività, ma criticando, semmai, gli introiti fiscali destinati all’Erario

Fino a sabato scorso quando tra i temi della protesta sono stati inseriti anche i giochi da bar. Va detto che in Francia è fatto esplicito divieto di installare apparecchi da gioco a vincita limitata. L’ultima iniziativa parlamentare in questo senso risale al 2009, quando il deputato  Patrice Debray provò ad avviare l’esame di un disegno di legge. Ad oggi solo la FDJ e il PMU, le due maggiori concessionarie di gioco, possono offrire servizi di gioco all’interno di pubblici esercizi.

I Gilet Gialli potrebbero così, con sommo dispiacere di Luigi Di Maio (di cui è nota l’avversione nei confronti degli operatori degli apparecchi da intrattenimento e la simpatia nei confronti dei manifestanti francesi) farsi i portavoce di questa iniziativa. Anche grazie ad un avvocato belga, con una passione per i videogiochi. Olivier Bova è il creatore di un videogioco arcade i cui protagonisti sono proprio i gilet gialli. Bova da tempo porta avanti una sua personale battaglia per far introdurre i giochi a vincita limitata nei bar. Per il momento si è ‘limitato’ a realizzare un videogioco arcade che è stato brevettato e e che, in 30 esemplari, ha installato al confine con il Lussemburgo, tra Longwy, Audun-le-Tiche, Villerupt, persino Athus e Arlon.

Il protagonista è appunto un manifestante che, con tanto di gilet, deve completare un percorso tra problemi con il fisco e difficoltà con gli assegni familiari. A chi completa il percorso un buono carburante da 200 euro (reali). Per il momento insomma non si sa se i bar potranno contare sulla protesta dei gilet gialli per superare il divieto di installare apparecchi a vincita, ma l’avvocato Olivier Bova una sua piccola vittoria già l’ha avuta. E in parte anche i bar che hanno deciso di installare questi videogiochi e a cui va, da contratto, una percentuale degli incassi. mc