“(…) Passando quindi ad un sintetico esame di tale Relazione (che, ricorda, concerne solo il quinto punto del traguardo citato), evidenzia che essa si articola in 4 paragrafi e contiene tre appendici. Ogni paragrafo si propone di fornire informazioni per specifici obiettivi. Il primo paragrafo fornisce alcuni dati quantitativi sull’evasione da omessa fatturazione; il secondo paragrafo delinea una valutazione ex post degli incentivi del Piano Italia Cashless; il terzo
paragrafo descrive alcune azioni innovative dirette a contrastare l’evasione derivante da omessa fatturazione e ad orientare l’azione del Governo ad adottare gli interventi normativi a sostegno delle stesse. Infine il quarto paragrafo indica possibili opzioni per conseguire l’obiettivo di ridurre l’evasione da omessa fatturazione. Nel rinviare alla lettura della Relazione con riguardo alle analisi quantitative di cui al primo paragrafo e alla valutazione di dettaglio del Piano Italia Cashless, contenuto nel secondo paragrafo (e nelle appendici 1 e 2), si limita a dar conto dei risultati dell’esame ivi contenuto, che segnalano come il progetto Cashback, pur essendo stato assai positivo per favorire la digitalizzazione e la diffusione dei pagamenti elettronici, non sembra aver inciso sul contrasto all’evasione fiscale, e quindi non è suggerita una riproposizione dello strumento”. Lo ha detto in Commissione Finanze della Camera il relatore e deputato del PD, Luca Sani, nell’ambito dell’esame della “Relazione sullo stato di attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) riferita all’anno 2021”.

“Per la cosiddetta lotteria degli scontrini – ha proseguito – non vi sono invece elementi per una valutazione ex post ma vengono suggeriti (nel quarto paragrafo) alcuni elementi migliorativi della misura. In particolare, si propone di sostituire le attuali modalità operative di partecipazione alla lotteria (che impongono la presentazione di un apposito codice da parte dell’interessato per ogni singolo acquisto effettuato, ciò che secondo la Relazione costituisce un disincentivo) con modalità più semplici (quale ad esempio l’emanazione di uno scontrino dotato di QR-code che ciascun partecipante potrebbe scansionare mediante un’apposita applicazione e che potrebbe dar luogo a vincite immediate) e con una revisione del sistema premiale che aumenti la frequenza delle vincite, anche riducendo l’importo dei premi”.

Inoltre: “(…) Per quanto concerne infine il quarto paragrafo della Relazione – avente ad oggetto le opzioni proposte al Governo per la definizione di una strategia integrata finalizzata alla riduzione dell’evasione da omessa fatturazione sulla base delle analisi svolte nei paragrafi 2 e 3 – rinvia anche in questo caso alla lettura della Relazione. Si limita qui a segnalare che il paragrafo si concentra, oltre che su incentivi ai consumatori (Cashback e lotteria degli scontrini), anche sulle misure da adottare in materia di analisi del rischio, tra l’altro dando conto delle opzioni tecnologiche e di regolazione relative alla integrazione delle banche dati in possesso dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza e della disciplina dei rapporti con i contribuenti, anche al fine di incentivare l’adempimento spontaneo. A tale proposito rammenta, in materia di analisi del rischio, che la relazione fa riferimento all’attuazione dell’articolo 1, comma 683, della legge di bilancio 2020. Tale disposizione prevede che limitatamente al trattamento dei dati contenuti nell’archivio dei rapporti finanziari di cui al comma 682, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2020, sentiti il Garante per la protezione dei dati personali e l’Agenzia delle entrate, sono definite le specifiche limitazioni e le modalità di esercizio dei diritti di cui agli articoli 14, 15, 17, 18 e 21 del Regolamento (UE) 2016/679, in modo da assicurare che tale esercizio non possa arrecare un pregiudizio effettivo e concreto all’obiettivo di interesse pubblico, le disposizioni specifiche relative al contenuto minimo essenziale di cui all’articolo 23, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2016/679 e le misure adeguate a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati”, ha concluso Sani.