“Oltre 6mila imprese del settore del gioco, con oltre 100mila occupati, tra filiera diretta e indiretta (punti vendita, tabaccherie, bar, autogrill, edicole), senza considerare l’indotto del settore (costruttori di giochi e componenti elettronici, commercio dei macchinari, noleggiatori e gestori di attrezzature, ricevitorie, sale bingo, gaming hall), potrebbero essere portate al lastrico per colpa dell’ultimo Dpcm che ne impone la chiusura. Una follia, sia perché tenere chiuse queste imprese significa incentivare le scommesse clandestine e sia perché non ci sono motivazioni giustificate legate alla paura della diffusione del Covid”.

Lo ha detto il deputato di Forza Italia, Dario Bond (nella foto). “Tutte le strutture hanno adottato meticolosamente le rigorose misure sulle sanificazioni e sul distanziamento, si sono addirittura dotate di steward impedendo di fatto qualsiasi possibilità di assembramento. Se poi il Governo decide di accanirsi contro il settore del gioco in generale, dimenticando l’indotto lavorativo e gli introiti per lo Stato, questo è un altro discorso. Sarebbe l’ennesimo paradosso del Governo che, da un lato, decide di perdere miliardi di euro di entrate e mandare a casa migliaia di lavoratori, per elargire dall’altro soldi a pioggia senza senso come con il reddito di cittadinanza”.