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Il Codacons, nella giornata in cui il vicepremier Di Maio ha invitato i personaggi famosi a non prestare la propria immagine per le pubblicità dei giochi, ha presentato un esposto alla Procura di Roma e all’Agcom contro calciatori, attori e vip vari reclutati dalle società del gioco per spot e campagne pubblicitarie.

Nel mirino dell’associazione finiscono notissimi calciatori come Andrea Pirlo, Cristiano Ronaldo e Gigi Buffon, l’attore Claudio Amendola, l’attrice Martina Stella e gli ex calciatori Mazzola, Altafini e Grapes, tutti denunciati per la possibile fattispecie di istigazione al gioco d’azzardo.

Si legge nell’esposto del Codacons: “Facendo seguito ai numerosi esposti che sono stati depositati dal Codacons con riferimento ai diversi spot del gioco “10 e lotto” che hanno visto come protagonista l’ex capitano della Roma Francesco Totti, con il presente esposto infatti si intendono segnalare nuove ed ulteriori condotte afferenti il coinvolgimento di altri personaggi altrettanto noti in pubblicità del gioco d’azzardo assai insidiose. Tutto ciò prende avvio da una premessa da non trascurare: il notevole ascendente che hanno sul pubblico i c.d. VIP.

Un’ influenza questa, che purtroppo, quando si tratta di promozione del gioco d’azzardo, ha una valenza negativa in quanto indurrebbe con leggerezza e superficialità il pubblico alla convinzione secondo la quale se il gioco d’azzardo è promosso da un VIP allora diventa accattivante e se lo si pratica – magari – si può acquisire un certo prestigio sociale.

Tale accostamento, infatti, potrebbe condurre nella mente dei consumatori, e soprattutto dei più giovani, che prendono determinati personaggi dello spettacolo come modelli di crescita, a pensieri secondo cui il gioco d’azzardo sarebbe positivo e non presenterebbe rischi poiché, se è “il mio beniamino” a promuoverlo, il gioco, di conseguenza, non sarebbe lesivo della salute stessa.

In tale prospettiva, dal punto di vista normativo, l’art. 1 comma 938 lett. g) della Legge n. 208 del 2015, prescrive espressamente che “In ogni caso, e’ vietata la pubblicita’: g) che utilizzi segni, disegni, personaggi e persone, direttamente e primariamente legati ai minori, che possano generare un diretto interesse su di loro”.

“E’ evidente che determinati personaggi famosi, specie se calciatori o attori, sono direttamente legati ai minori e in grado di avere un ascendente diretto su di loro – spiega il presidente Carlo Rienzi – Gli spot che vedono coinvolti vip e sportivi sarebbero stati quindi realizzati in violazione delle disposizioni di legge, e pertanto le autorità devono procedere sequestrando le pubblicità e verificando eventuali reati connessi”.

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