Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) “E’ strano quanto sta accadendo nel settore delle Awp, che nasce fortemente voluto dallo Stato per contrastare illegalità’ diffusa fino a 15 anni fa – con la criminalità organizzata che controllava tutto – e che oggi invece è a rischio scomparsa”.

Giorgio Pastorino, presidente STSFit , parla degli apparecchi da intrattenimento a vincita al convegno “Gioco in Italia, un settore a confronto” in corso di svolgimento a Milano.

“Lo Stato oggi non trova la quadra in conferenza Stato-Regioni, il Sottosegretario Baretta ci ha provato più volte: nell’ultima bozza erano stati inseriti anche 30 mila esercizi commerciali che potevano ottenere una certificazione che li mettesse a riparo da distanziometro e limiti orari ottenendo un riconoscimento per qualità e formazione, così come era previsto un cambio tecnologico delle slot per contenere forme di gioco eccessivo, ma l’intesa non si è ancora trovata.

Quello che non va – ha proseguito Pastorino – è che il settore continua a essere una sorta di bancomat: in tre anni abbiamo avuto un prelievo straordinario di 500 milioni di euro, lo scorso anno un aumento del Preu e un cambio totale del parco macchine, centinaia di milioni investiti e nessun guadagno per 6 mesi, e quest’anno un altro amento del Preu dell’1,5%. In queste condizioni è difficoltoso investire e lavorare, mentre la Ragioneria dello Stato dice che queste operazioni non porteranno nulla di diverso nelle casse dello Stato, ma permettetemi di avere qualche dubbio: se il settore muore soldi non arriveranno più”.

“Poi ci sono i territori. Abbiamo vissuto tranquilli per anni, pensando che lo Stato avesse una riserva in tema di regolamentazione, mentre ora i territori fanno per conto loro. La tutela della salute deve interessare tutti, sembra quasi invece che vi siano motivi di ricerca del consenso da parte dei sindaci, ma dalle ultime amministrative sembra che la voglia di proibire non abbia pagato, in quanto i cittadini hanno altro a cui pensare, e sono di fondo antiproibizionisti”. Pastorino ricorda anche quanto accaduto nei mesi scorsi in Liguria: “In Liguria si è fatto un clamoroso passo indietro, a maggio dovevamo chiudere ma la legge è stata bloccata, in modo che ci si possa sedere a un tavolo e dare vita a una legge che abbia un senso e che non danneggi imprese e cittadini. Spero che questo esempio venga seguito, dopo la Liguria ora anche il Piemonte è partito, auspico che anche la Lombardia segua questo esempio. Mi auguro che le istituzioni vogliano raccogliere la sfida, far morire le imprese non risolverà la questione del gioco, non è il proibizionismo la risposta. Serve una volontà politica, un salto qualità netto in questa discussione”, ha concluso il Presidente di STS.

Commenta su Facebook