Il calcio professionistico incide da solo per il 71,5% della contribuzione fiscale dell’intero comparto sportivo italiano

“Continua la crescita della contribuzione fiscale e previdenziale aggregata del calcio professionistico italiano; nel 2017 ha raggiunto quasi 1,3 miliardi di euro, in crescita del 7,4% rispetto al 2016 e addirittura del 47% rispetto al 2006 (quando il dato non superava gli 864,5 milioni di euro). La voce con la più alta incidenza continua a riguardare le ritenute Irpef (49% del totale), seguite dall’Iva (20%), dalle scommesse sul calcio (15%), dalla contribuzione previdenziale Inps (11%) e dall’Irap (4%), mentre l’incidenza dell’Ires è pari all’1%. La raccolta delle scommesse sul calcio nel 2019 ammonta a 10,4 miliardi di euro, in crescita di quasi 5 volte rispetto al 2006, con un gettito erariale nel 2019 di 248,5 milioni di euro. La raccolta media delle scommesse per partita delle rappresentative nazionali nel 2019 è di 2,5 milioni di euro nel calcio, 100mila euro nella pallavolo, 500mila euro nel basket e 10mila euro nel rugby“.

E’ quanto si legge nel Report Calcio 2020 della FIGC pubblicato dal Centro Studi, Sviluppo ed Iniziative Speciali della Figc con la collaborazione dell’Agenzia di Ricerche e Legislazione (AREL) e PwC dal 2011. Il Report Calcio è la fotografia più aggiornata sullo stato del calcio italiano.

“Prosegue anche la crescita del reddito da lavoro dipendente, in aumento tra il 2016 e il 2017 del 5,5%, fino a superare i 1.532 milioni di euro, e continua l’incremento del numero dei contribuenti, che per la prima volta dal 2009 supera le 11.000 unità. Il numero di lavoratori dipendenti con redditi superiori a 200.000 euro raggiunge quota 1.066, dato record tra quelli registrati negli ultimi 12 anni. Il calcio professionistico continua inoltre a rappresentare il principale sistema sportivo dal punto di vista della contribuzione fiscale, con un’incidenza del 71,5% rispetto al gettito complessivo generato dal comparto sportivo italiano, dato in crescita rispetto al 69,8% registrato nel 2016. In particolare, il sistema del calcio professionistico incide da solo per l’82,4% delle ritenute Irpef e il 63,6% del reddito da lavoro dipendente e autonomo, nonché per il 60,9% della contribuzione Iva. Prosegue la significativa crescita della contribuzione previdenziale Inps, che risulta quasi raddoppiata tra il 2006 e il 2018 (passando da 74,2 a 141,7 milioni di euro). L’analisi del contributo fiscale derivante dalle scommesse conferma invece nuovamente la prevalenza del calcio rispetto agli altri sport: solo tra il 2006 e il 2019 la raccolta delle scommesse sul calcio è aumentata di quasi 5 volte, passando da 2,1 a 10,4 miliardi di euro, e nel medesimo periodo il relativo gettito erariale è passato da 171,7 a 248,5 milioni di euro (il secondo sport, ovvero il tennis, non supera i 60,6 milioni, mentre il basket si ferma a 23,6). Nella top 50 degli eventi sportivi con la maggior raccolta derivante dalle scommesse sportive in Italia figurano unicamente partite di calcio. Allargando l’analisi al contesto internazionale, si può notare come i Paesi con le aliquote più alte sui redditi dei lavoratori (per salari superiori ai 500.000 euro) siano l’Olanda (52%), il Belgio (50%) e il Portogallo (48%), mentre l’Italia con il 43% continua a posizionarsi ad un livello intermedio”.