La questione è ormai nota. Una giocatrice iscritta ad un portale munito di concessione per il gioco a distanza, dileguatosi e resosi insolvente, tenta invano di recuperare l’importo giacente sul conto di gioco, pari a circa 30.000 euro, finendo per ottenere da ADM, dopo molti solleciti, l’ordine di escussione della fideiussione, in mano della stessa agenzia, ma la fideiussione, posta all’incasso, risulta falsa.

ADM respinge ogni responsabilità e non ritiene di dover pagare in luogo del concessionario. La giocatrice allora chiede ed ottiene dal Tribunale di Campobasso un decreto ingiuntivo contro la stessa agenzia, che però lo oppone. Il Tribunale, ritenendo la causa di opposizione di pronta soluzione, non si pronuncia sulla provvisoria esecuzione, rinviando il giudizio dal luglio 2022 al febbraio 2024. La giocatrice chiede l’anticipazione dell’udienza, che viene accordata per il luglio 2023.

L’avv. Marco Ripamonti, difensore della giocatrice, ci aggiorna sulla situazione: “La mia assistita e’ comprensibilmente delusa dai tempi della giustizia e dal rifiuto di Adm di assumersi la responsabilità per l’accaduto. Non appena sarà definito l’insediamento della nuova compagine ministeriale verrà presentato un esposto al MEF per fare chiarezza sulla singolare vicenda ed accertare profili di responsabilità”.

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