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CASINO’ – “Il Governo intenda e comprenda la situazione drammatica in cui versa il sistema Campione d’Italia, che è storicamente costituito dall’inscindibile rapporto biunivoco tra il casinò di Campione e l’amministrazione comunale”.

Lo ha detto ieri in Aula alla Camera il deputato Alessio Butti (FdI).

“Stiamo parlando di un’enclave, quindi di territorio italiano in Confederazione Elvetica, con tutto ciò che evidentemente ne consegue. Ebbene, la casa da gioco è fallita nei giorni scorsi, nelle settimane scorse e i curatori asseriscono non vi possa essere l’esercizio provvisorio. Ciò significa che 500 persone sono senza stipendio e senza lavoro. In comune lavorano oltre 100 dipendenti, a fronte di un organico previsto di circa venti dipendenti, quindi anche lì c’è un esubero importante, e quindi si suppone vi sia lo spettro della mobilità per almeno 80 dipendenti. I dipendenti del casinò si sono, va detto, autoridotti da tempo lo stipendio, quelli comunali non lo percepiscono da oltre otto mesi. Ci sono delle responsabilità storiche? Certamente sì, soprattutto per quanto riguarda la gestione della casa da gioco, eccezion fatta per il tentativo prodotto nell’ultimo anno da un ottimo manager sul cui cammino, però, sono stati frapposti degli ostacoli insormontabili. Ora mi risulta che una riunione fosse convocata presso il Ministero dell’Interno, alla direzione generale degli enti locali per il 1° Agosto e che questa riunione sia stata annullata all’ultimo momento, concludo, lasciando ovviamente la comunità campionese nella incertezza. Urge una soluzione politica, che restituisca lavoro a chi l’ha perso, che vari una nuova politica dei redditi a Campione, che riequilibri i trasferimenti statali e che conferisca, e concludo davvero, al socio unico, cioè al comune di Campione, la facoltà di mettere a gara la gestione del casinò”.

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