Il Tar ha accolto il ricorso di un esercente di sala giochi contro l’ordinanza del Comune di  Monteforte Irpino (AV) con la quale ha ordinato la cessazione dell’attività di scommesse e videolottery.

La revoca, secondo il Comune, sarebbe stata motivata dal fatto che l’attività della sala era incompatibile con il piano regolatore, perché ubicata in una zona che consentirebbe solo giochi e attività ludiche che prevedono «la realizzazione di impianti sportivi e di attività collaterali, fra cui quelle commerciali, solo a supporto delle attività sportive».

Il Tar risulta decisivo il fatto che il certificato di agibilità dei locali rilasciato alla locatrice nel 2016 (in dichiarata conformità alla relazione tecnica allegata al permesso di costruire),  preveda la destinazione d’uso di attività commerciali; Bar e paninoteca, sala giochi .

“Tale certificazione non solo non fa menzione dell’attività sportiva propriamente intesa, ma abilita (in modo netto) a realizzare attività commerciali e di entertainment, senza correlazione con attività di pratica sportiva, legittimando dunque la prospettiva interpretativa sostenuta dalla ricorrente”. Del certificato “non poteva non essere a conoscenza il Comune, che del resto lo ha adottato, e non poteva il Comune disconoscerne gli effetti”.