Oltre il 50 per cento delle imprese di giochi, scommesse e slot stanno vivendo una grave crisi come effetto delle restrizioni introdotte per l’emergenza Coronavirus.

Nello specifico si tratta di imprese che stanno subendo pesantemente l’impatto dell’emergenza sanitaria e non hanno adottato strategie di reazione ben definite. Una simile percentuale è pari solo a quella registrata tra le imprese del comparto della ristorazione.

L’ISTAT ha elaborato una proposta di classificazione delle imprese in base ai comportamenti e alle condizioni operative durante la crisi.

Un’analisi multivariata condotta sulle variabili indicative dei cambiamenti causati dalla pandemia da Covid-19 che disegna un quadro di effetti, scelte, reazioni e strategie che è possibile sintetizzare in cinque profili aziendali:

1.statiche in crisi‒imprese che stanno subendo pesantemente l’impatto dell’emergenza sanitaria e non hanno adottato strategie di reazione ben definite;

2.statiche resilienti‒unità che non hanno messo in atto strategie di reazione perché non hanno subito effetti negativi rilevanti;

3.proattive in sofferenza‒unità duramente colpite dalla crisi ma che hanno intrapreso strategiestrutturatedi reazione;

4.proattive in espansione‒imprese colpite lievemente che non hanno alterato il proprio sentiero di sviluppo precedente;

5.proattive avanzate ‒imprese colpite in maniera variabile dalle conseguenze della crisi, ma che nel corso del 2020 hanno aumentato gli investimenti rispetto al 2019.

La distribuzione settoriale nei 5 profili evidenzia ampie differenze ,che risentono sia della situazione precedente la crisi, sia del diverso impatto che l’emergenza sanitaria ha avuto sulle specifiche attività economica.

In particolare, sia pure in un contesto di diffusa “staticità” delle imprese (solo in 8 comparti industriali su 34 e in 20 su 43 del terziario le Statiche sono meno del 50% del totale), nell’ambito dell’industria le proattive in espansione e le proattive avanzate sono relativamente più numerose soprattutto in settori infrastrutturali (relativamente risparmiati dalla crisi attuale), quali le forniture energetiche e idriche, o in attività che hanno beneficiato dell’emergenza sanitaria, quali chimica, farmaceutica ed elettronica, ma anche le bevande.

Le attività di giochi e scommesse sono quelle che registrano una delle situazioni più difficili.