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(Jamma) – In merito alla manovrina del Governo che prevede un ulteriore aumento delle imposte dirette sulle slot, Alessandro Gessa, gestore associato alla AGGE Sardegna comunica la sua opinione sul settore, sul Governo e sulla attuale situazione di mercato.

 

 

Finalmente è arrivato! Come? Direte: Sei uscito fuori di testa? No! Finalmente è arrivato questo benedetto aumento del PREU.
Oramai “patologicamente” abituati a subire la violenza di ogni governo che di anno in anno con la legge finanziaria ci regalava il panettone quest’ultimo Natale ci siamo sentiti trascurati anche se il 2016 si è concluso con un bilancio disastroso per le aziende costrette a sostituire tutte le schede provvedimento dovuto dalla precedente legge finanziaria e conseguente aumento di 4 punti.
In compenso ciò che non è giunto a Natale è arrivato dopo Pasqua anche il regalo se appare come un Venerdì Santo ossia una crocefissione ad aziende, operatori e lavoratori. Dopo che perfino la Corte dei Conti si è espressa a sfavore di un provvedimento di nuova tassazione nei confronti del settore giochi la risposta del governo è stata un aumento motivato dal perseguimento della tutela del giocatore patologico e del benessere sociale parlando addirittura di lotta alla povertà.
Premesso che se prima mi vergognavo di essere cittadino italiano, o meglio cittadino di un paese bellissimo amministrato da personaggi simili pure abusivi nel loro esercizio di governo, durante le discussioni delle commissioni e dichiarazioni sul documento di programmazione mi sono sentito discriminato in maniera veramente “patologica”.
Perché? Dunque se un presidente del Consiglio dichiara che i conti sono apposto e che non ci sarà aumento di tasse ma solo qualche aggiustamento dopo di che il governo di cui è a capo partorisce una legge che aumenta di un punto e mezzo la tassazione senza capire sul lordo del cassetto o meglio sulle sorti di sopravvivenza delle aziende quanto realmente incida, significa che centinaia di migliaia di persone che onestamente svolgono un legale lavoro non sono considerate alla stregua degli altri cittadini e la dichiarazione “no tasse” non vale per tutti!
Lo sconforto mi ha portato a cercare risposte e si sa ciò che non è spiegabile scientificamente diventa misticismo. Eppure dopo letture e letture dei Vangeli non ho trovato da parte degli evangelisti nessuna critica nei confronti dei soldati romani che giocarono ai dadi le vesti di Nostro Signore, al contrario critichiamo sempre i farisei!
Sì farisei ed ipocriti che sperperano il denaro dei cittadini, visto che qualcuno dimentico del fatto che i soldi pubblici non esistono dato che si tratta di soldi che arrivano dalle tasche dei contribuenti strozzati dalla pressione fiscale.
Farisei che finanziano altri farisei.
Diversi pronunciamenti di TAR e consiglio di Stato contro ordinamenti locali di limitazioni temporali o di distanze hanno riconosciuto che non esistano motivazioni scientifiche documentate sui risvolti sanitari o sociali tali da motivare le restrizioni ad aziende che lavorano in ambito di legalità e regolamentazione statale.
Mi chiedo se lo stato cancellasse i 50 milioni di euro più i 50 di cui si parla di aggiungere per finanziare le cooperative benefiche con non so quali damine di carità che dovrebbero salvare il giocatore che oltretutto gioca i suoi soldi e non le vesti di Cristo. Quante di queste sante congregazioni rimarrebbero in vita!
O forse si tratta di una forma di rimborso per campagna elettorale visto che oggi la lotta al gioco d’azzardo fa tanta tendenza?
Purtroppo per tutti l’unico punto debole è il portafoglio e per anni malgrado tante angherie i grandi noleggiatori con il portafoglio bello gonfio hanno preferito le cenette di gala più che la lotta di categoria.
Quando anni fa proposi uno sciopero prolungato con manifestazioni di intenti ad una agenzia di rating per dimostrare che se un comparto produttivo viene portato al collasso, il sistema crolla e con un buco nelle entrate di milioni di euro al giorno avrebbe messo alla berlina il governo dimostrando che i conti non sono a posto, perché non possono essere apposto i conti di un paese che anno dopo anno si accanisce contro una categoria che in un decennio ha creato un industria vera e propria.
Purtroppo quella richiesta è stata ascoltata da tanti gestori coraggiosi, attuata con sacrificio e perfino danni per le aziende, ma snobbata se non derisa dai grandi noleggi, con la presunzione di mangiare noi pesci piccoli.
Oggi la situazione è questa, il mare si sta svuotando e forse poiché sono un lavoratore veramente “patologico” ringrazio il governo perché per ora ha cancellato l’ansia che si era creata ultimamente dall’attesa, aumento si aumento no? Un punto o forse due? Ringrazio anche perché questo aumento ha risvegliato anche i grandi noleggiatori che forse iniziano a sentire il peso della tassazione.
Le grandi aziende che tanto stanno a cuore all’ On. Baretta che il 09/11/2015 in aula Aldo Moro dichiarava che per quanto gli riguardava erano presenti troppe aziende e che lui aveva necessità di dialogare con solo un numero ristretto.
Vedo che le sue politiche hanno avuto l’effetto voluto con la diminuzione delle aziende e dei posti di lavoro seppur fatto salvo il gettito erariale, unica nota di interesse dei farisei.
Ringraziando nuovamente ci rendiamo disponibili per il regalo Natalizio, qualora i conti avessero bisogno di ulteriore aggiustamento, ricordiamo pure che si decidesse di aumentare il Preu oltre il 30% bisognerebbe nuovamente sostituire le schede.
Cordiali saluti
Alessandro Gessa

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