(Jamma) “Sconfitta netta quella del si. In Italia, e anche in Veneto. Bisogna prenderne atto. Capire, innanzitutto, le motivazioni che hanno portato la maggioranza degli italiani a bocciare una buona riforma e a mettere in crisi la stabilità politica ed economica. Ora con senso di responsabilità bisogna completare la legge di bilancio e affidare alle determinazioni del Capo dello stato le scelte da compiere. Deve continuare l’esperienza delle riforme che in questi anni abbiamo impostato e avviato.”. Così il sottosegretario all’Economia PierPaolo Baretta commenta l’esito del voto sul Referendum.

“Che succede ora? Bisogna prima capire chi saranno i referenti per il governo”, spiega l’assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Massimo Garavaglia, incaricato di portare avanti la trattativa tra governo ed enti locali essendo membro della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni. Insomma, le prossime mosse del premier Matteo Renzi terranno con il fiato sospeso l’intero comparto dei giochi, che attende da tempo ormai memorabile l’avvio di questa riforma.

Ma se per la Legge di Stabilità sembra scontato l’iter, ovvero voto senza modifiche anche in Senato e approvazione nei tempi stabiliti, resta l’incognita su come andrà a finire la questione del riordino dei giochi. Certo è che il voto, così come è stato espresso, rafforza la posizione delle Regioni che, difficilmente, saranno ora disposte a cedere anche solo di un passo sulle loro posizioni in merito al poter di regolamentare in materia di giochi.

Toccherà ora al Presidente Mattarella gestire il passaggio al dopo Renzi, se questo sarà. A partire dalla scelta del nuovo premier, che potrebbe uscire da una terna di nomi capaci, per ragioni diverse, di sbrogliare questa matassa infernale: Pier Carlo Padoan, Piero Grasso e Graziano Delrio. Con il ministro dell’Economia in pole.

Tutto sarà più chiaro al termine delle consultazioni al Quirinale. Certo è che , sia che si arrivi ad un governo tecnico, che ad una ‘staffetta’ di fiduzia, i lavori in Conferenza Unificata, dove sta un anno si attende l’intesa sul riordino dei giochi, passa in secondo piano.
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