(Jamma) – “Ci sono meccanismi dei giochi d’azzardo che, nonostante la loro evidente insidiosità e dannosità per la salute dei giocatori, continuano a essere presenti in tutti i giochi con vincite in denaro.

Tra i meccanismi più pericolosi dei giochi d’azzardo, se non addirittura il più pericoloso in assoluto, è il modo di distribuzione dei montepremi, la c.d. struttura premiale.

La parte della raccolta “restituita” ai giocatori sotto forma di premi, viene distribuita attraverso la quasi totalità di premi di importo modesto, piccole vincite che moltissime volte non superano neppure il valore della giocata.

Nell’ultimo G&V indetto il 29 dicembre, più dell’88% dei premi in cui è suddiviso il montepremi totale valgono … il prezzo del biglietto.

Per i giocatori, questo meccanismo che fornisce comunque l’illusione della vincita, rappresenta una sicura spinta a giocare ancora, con il rischio di sviluppare modalità compulsive di gioco e giungere alla vera e propria dipendenza, senza neppure ottenere alcuna contropartita economica, se si può immaginare una contropartita economica alla malattia.

Diversa la situazione per i monopoli/concessionario, che su ogni biglietto venduto, su ogni azione di gioco, su ogni moneta inserita in una slot machine, su ogni schedina giocata guadagnano una percentuale della raccolta e, quindi, hanno tutto l’interesse a spingere a giocare di più, ad aumentare l’offerta, anche in termini quantitativi, con l’alibi del contrasto al gioco d’azzardo illegale.

Per ottenere il risultato di aumentare la propensione al gioco d’azzardo, anche in chi si avvicina al “mostro” in maniera occasionale, i monopoli/concessionario, anche con la speranza di “fidelizzarlo”, giungono a finanziare il (ri)gioco, attraverso premi di scarsa entità o di nessun valore, avendo compreso che quanto più la loro percentuale si applica su volumi di gioco rilevanti tanto maggiore sarà il loro guadagno.

Ecco perché, ad esempio, per risollevare le sorti del SuperEnalotto, che non forniva più il margine di guadagno atteso, i monopoli hanno inserito nel montepremi la vincita con il 2, che regala ai giocatori pochi spiccioli e li spinge a rigiocare, consentendo così ai monopoli/concessionario di guadagnare di più, trattenendo su ogni euro giocato il 40%.

IL meccanismo è semplice e geniale, con un solo grande difetto, che i monopoli/concessionario ignorano totalmente: il meccanismo dei piccoli premi conduce direttamente alla dipendenza da azzardo patologico, è la strada maestra per il gap.

L’utilizzo di questi meccanismi è in grado di spiegare i risultati economici dei giochi con vincite in denaro nel 2016, la cui raccolta ha segnato un + 7% rispetto al 2015, ma anche la diffusione del gap tra i giocatori”.

Avv. Osvaldo Asteriti

Commenta su Facebook