Il 53% delle imprese riferibili al settore dei giochi e delle scommesse, a cui si associano sale bingo e sale slot, rischiano seriamente di non poter più riaprire dopo il prolungato lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus. 

E’ quanto emerge dall’ultimo report dell’Istat sull’impatto della crisi sanitaria sulle imprese: effetti, reazione e fragilità strutturali.

Le maggiori difficoltà si osservano, ovviamente, nei settori più interessati dalle misure amministrative: la quota di imprese che ha segnalato seri rischi di chiusura è particolarmente elevata nelle attività delle agenzie di viaggio (oltre 73 per cento), in quelle artistiche e di intrattenimento (oltre 60 per cento), nell’assistenza sociale non residenziale (circa 60 per cento), nel traporto aereo (59 per cento), nei servizi di ristorazione (circa il 55 per cento).

In base alla percentuale di rischio chiusura la classifica vede al primo posto le agenzie di viaggio, seguono le imprese che operao nell’intrattenimento con il 63,8%. A seguire l’assistenza sociale non residenziale con il 60,1%. Quindi il trasporto aereo con il 58,9%. Quindi la ristorazione al 53,4% e al 6° con il 53% di rischio chiusura le imprese di gioco legale.

Meno della metà delle imprese di settore presenta un forte rischio di solidità strutturale, appena l’8% possono dirsi solide.

Il Rapporto sulla competitività dei settori produttivi, giunto alla nona edizione, fornisce un quadro informativo dettagliato e tempestivo sulla struttura, la performance e la dinamica del sistema produttivo italiano.

L’edizione 2021 del Rapporto propone come tema centrale le conseguenze per l’economia italiana, e in particolare per il sistema produttivo del nostro Paese, della pandemia da Covid-19.