Da lunedì quasi tutta l’Italia diventerà “rossa”.  È l’effetto di un aumento dei contagi che sembra di nuovo inarrestabile e che spingerà dunque il Governo a imporre severe restrizioni in oltre tre quarti del Paese. La decisione arriverà stamattina (il Consiglio dei ministri è convocato alle 11.30) e, per le regioni interessate dal giro di vite, significherà di nuovo scuole di ogni ordine e grado in didattica a distanza, bar, ristoranti e negozi chiusi, possibilità di uscire da casa solo per comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o situazioni di necessità, stop alla possibilità di andare a trovare parenti e amici una volta al giorno. Lo riporta Confcommercio.

Le misure che il Cdm approverà dovrebbero essere contenute, contrariamente a quanto sembrava, in un decreto legge, ovvero la strada più veloce per adattarsi alla corsa del virus. Nel provvedimento si stabilirà che in caso di incidenza settimanale di 250 casi ogni 100mila abitanti la regione entrerà automaticamente in zona rossa, e verrà messa nero su bianco la “stretta” per Pasqua con misure analoghe a quanto visto nel periodo natalizio, ovvero tutta Italia in rosso dal venerdì santo al giorno di Pasquetta. Ancora in ballo, invece, la possibilità di abbassare la soglia dell’Rt con il quale si entra in zona arancione (ora è all’1) e l’eventualità di anticipare il coprifuoco rispetto alle 22 attuali.

Nel concreto, oltre a Basilicata, Campania e Molise, già rosse da una settimana, si aggiungeranno quasi sicuramente Piemonte, Lombardia , Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche e, con ogni probabilità, Veneto, provincia di Trento e Bolzano, Abruzzo  e Toscana, Liguria, Puglia e Valle d’Aosta. Il Lazio oscilla tra l’arancione e il rosso, mentre Umbria e Calabria dovrebbero restare in arancione. Si salveranno solo Sicilia, che resterà gialla, e Sardegna, l’unico pezzo del nostro Paese in cui resterà possibile aprire tutte le attività.