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(Jamma) – «Aver vinto il bando regionale Bando per lo sviluppo di azioni di prevenzione e contrasto alle forme di dipendenza dal gioco d’azzardo lecito, è stata una grande soddisfazione, sia perché si è trattato del primo bando cui la nostra Amministrazione Comunale ha partecipato, sia per l’importanza della tematica che lo riguarda. Il territorio circostante il Comune di Cocquio Trevisago (VA) infatti è una zona di piccoli Comuni dove ahinoi non vi sono grandi centri di aggregazione per giovani ed anziani, e la recente crisi economica ha impattato in maniera molto significativa sull’economia locale: in questo contesto il gioco d’azzardo patologico, assieme alla tossicodipendenza, rappresentano i maggiori rischi non solo per i giovani, ma anche per gli adulti».
Lo scrivono il sindaco di Cocquio Trevisago Danilo Centrella e Sara Fastame, Assessore alle Politiche Sociali e alla Cultura, che hanno illustrato l’iter di questo importante traguardo per il territorio e la comunità.

«Per partecipare al bando ci sono voluti oltre due mesi di lavoro, mirati alla stesura del progetto che è stato intitolato “Voglio vincere: non gioco!”, e che ha come obiettivo quello di promuovere l’attivazione di una rete di collaborazione tra tutte le organizzazioni pubbliche e private che si occupano del problema del gioco d’azzardo patologico, e di attivare un gruppo di ascolto per “Giocatori Anonimi” e per le loro famiglie. Al progetto hanno aderito anche il Comune di Comerio, il SERT della ASST Settelaghi di Varese e il Centro di Ascolto di Cuveglio, oltre a molte realtà associative locali: la Comunità Pastorale Sacra Famiglia di Cocquio, la Casa Ungherese, l’Atelier Capricorno, il Circolo Scacchistico Esteban Canal, l’associazione culturale Menta e Rosmarino e le associazioni Adolescenti d’Oggi e Goji, oltre alla milanese Radio Millennium, che supporterà le attività con spot pubblicitari e non solo».

«L’adesione di così tante e importanti realtà è stato non solo un forte segnale di interesse per una piaga sociale ormai dilagante, ma anche e soprattutto una dimostrazione di collaborazione tra Amministrazione e realtà associative locali a prova del fatto che solo l’unione di tante forze e tanti soggetti può portare a risultati concreti», scrivono.

Il progetto prenderà il via venerdì 29 settembre, data in cui si terrà il primo di tre incontri dedicati a gli “addetti ai lavori” (educatori, assistenti sociali, ecc): si tratta di una conferenza dal titolo “Il cervello della dipendenza: meccanismi biologici, psicologici e sociali che determinano la dipendenza”, che si terrà presso l’Istituto Sacra Famiglia di Cocquio alle ore 20.30. Questo e i successivi appuntamenti hanno come obiettivo quello di formare personale (anche volontario) in grado di identificare i soggetti a rischio di ludopatia ed indirizzarli ai servizi territoriali (Sert, Centro di Ascolto) per attività di recupero, terapia e sostegno ai familiari.

Altri incontri invece saranno rivolti a tutta la cittadinanza, e per questo è stata scelta una veste meno “tecnica”: verranno proposti infatti due spettacoli teatrali sul tema del gioco d’azzardo (l’11 novembre salirà sul palco il del Teatro SOMS a Caldana il noto comico di Zelig Daniele Raco, mentre a marzo sarà la volta della compagnia teatrale “Itineraria” con uno spettacolo dal titolo “Gran Casinò”) ed è stato programmato un cineforum presso la Sala Polivalente di Comerio con la proiezione di film la cui trama riporta al tema della ludopatia. Non solo: venerdì 17 novembre presso l’oratorio di Cocquio S. Andrea si terrà una serata durante la quale le Associazioni potranno presentarsi al pubblico per raccontare ciò che di bello si può fare, dal gioco degli scacchi alle danze ungheresi, dalla musica alla lavorazione della ceramica, e tanto altro: perché esistono tante alternative al gioco, e il primo passo è “raccontarlo”.

Questo progetto riserverà una particolare attenzione ai giovani: sono previsti incontri nelle scuole dove verranno distribuiti materiale informativo e gadgets, così come nei centri di aggregazione giovanile del nostro territorio.

«A cornice di tutto ciò, attiveremo una campagna radiofonica di sensibilizzazione sul tema della ludopatia in collaborazione con Radio Millennium, e il tutto si concluderà con un dj-set all’aperto (sempre a cura di Radio Millennium) a fine primavera.

Ci auguriamo che il lavoro che svolgeremo nei prossimi mesi possa poi concretizzarsi in qualcosa di stabile, che possa portare davvero alla creazione di una “rete” non virtuale ma fatta di persone formate e preparate, che possano mettere a disposizione le loro competenze per aiutare i giocatori a trovare una via d’uscita da una patologia che inizia spesso come un gioco, ma che poi inevitabilmente porta all’isolamento: ed è questo che vogliamo combattere, per evitare la disgregazione sociale, soprattutto tra giovani e anziani».

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