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(Jamma) – Il Tribunale di Belluno ha assolto il 21 dicembre scorso un esercente, titolare di sala giochi e pvr – pdc che nel 2012 aveva installato presso il locale totem e tavoli multipostazione per la partecipazione al gioco a distanza in collaborazione con il concessionario Billennium.
La contestazione si era riferita all’art.4 legge 401/89 con riferimento all’art.718 Codice Penale, in quanto ad avviso degli operanti il centro, seppure contrattualizzato con un concessionario per la raccolta a distanza e regolarmente segnalato dal concessionario stesso ai Monopoli, non avrebbe potuto consentire ai clienti di partecipare ai giochi, quali poker ed altri, ma limitarsi semplicemente alla vendita delle ricariche. Da ciò la contestazione di raccolta abusiva di gioco non autorizzato e gioco d’azzardo.
Ad occuparsi di questo ennesimo caso l’avv.Marco Ripamonti con Studio in Firenze e Viterbo, già artefice di importanti sentenze assolutorie sull’annosa questione, conseguite in molti tribunali, tra cui le principali in Venezia, Bergamo, Milano, Treviso, Lodi, Torino, Bologna, Firenze, Grosseto, Prato, Viterbo, Roma, Palermo, Catania ma sopratutto della Sentenza “Cottini” resa dalla Corte di Cassazione nel 2013, con cui è stata delineata dalla Suprema Corte la fattispecie e la soluzione della relativa problematica in diritto.
L’istruttoria si è concentrata nella audizione degli operanti e nella acquisizione di documenti e memorie. In particolare, dall’esame dei testi è emerso come sia stata l’Amministrazione dei Monopoli di Stato a dare il via all’operazione. I testi hanno riferito di aver proceduto per via della installazione dei tavoli telematici e dei totem, non riscontrando altre situazioni di irregolarità, sia con riferimento ai giochi proposti, sia con riferimento alle modalità di ricarica del conto di gioco e del pagamento delle vincite.
La stessa Procura della Repubblica, all’esito della audizione dei testi e del controesame da parte della difesa, ha chiesto l’assoluzione ai sensi dell’art.530 2 comma cpp attesa la contraddittorietà degli elementi raccolti, in pratica la vecchia “assoluzione per insufficienza di prove”, ma il giudice ha per converso accolto la richiesta assolutoria con formula piena ai sensi dell’art.530, 1 comma cpp avanzata dal difensore, ordinando anche il dissequestro dei totem e dei tavoli multimediali.

Soddisfatto l’avv.Marco Ripamonti che ha dichiarato: “Il tema della partecipazione al gioco presso i pvr pdc è stato definito in tutti i processi di cui mi sono occupato con pronuncia assolutoria e non credo che ciò sia casuale. Sono stati diversi i concessionari e titolari di punti di commercializzazione ad aver subito ingenti danni per via di sequestri e processi. C’è da chiedersi, ora, chi dovrà provvedere a risarcire tutti questi danni“.

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