Il Tar Lazio con sentenza del 19 ottobre ha respinto il ricorso della società Astra Bingo contro comunicazione di avvio del procedimento di revoca da parte di ADM e escussione della fideiussione presentata.

Per i giudici del TAR l’escussione è infatti “una conseguenza automatica della disposta revoca, proprio perché la finalità della garanzia è connessa al danno provocato all’erario dalla mancata osservanza dell’obbligo di continuità del servizio.

A garanzia degli obblighi convenzionali (compreso l’obbligo della continuità del servizio di cui all’art. 3, comma 5, lett. e) della convenzione di concessione), la normativa di cui all’art. 9, comma 1, del D.M. n. 29/2000 ha previsto la prestazione di una cauzione a mezzo di fideiussione bancaria a prima richiesta o polizza assicurativa equivalente.

Dinanzi all’inadempimento del concessionario, sta il conseguente obbligo dell’Amministrazione di escutere tale cauzione, la quale ha, si ripete, la finalità di assicurare il ristoro del pregiudizio subìto.

Del resto, come ricordato giustamente dalla difesa erariale, nel provvedimento di revoca è stato esplicitamente motivato e dettagliatamente quantificato il danno arrecato all’erario: dal valore complessivo della vendita di cartelle relativa agli ultimi mesi di attività relativa alla concessione revocata, si ricava l’incasso medio mensile dal quale viene poi calcolato l’importo, pari al 12 %, a titolo di prelievo erariale e compenso per il controllore centralizzato del gioco del bingo; ottenuta la media mensile questa viene moltiplicata per i mesi rimanenti tra la data di cessazione dell’attività e la data di scadenza della concessione, data fino alla quale il concessionario aveva assunto, al momento della sottoscrizione della convenzione, l’obbligo di esercitare l’attività di raccolta del gioco.

Nel caso di specie, come ampiamente motivato nel provvedimento di revoca, l’inadempimento della società Astra Bingo, determinando la revoca della concessione, ha comportato la conseguente escussione della polizza fideiussoria a titolo di ristoro del danno arrecato all’erario”.