Se la raccolta di gioco d’azzardo segna un incremento, la spesa effettiva degli italiani nel 2018 registra un calo. L’erario incassa dalle slot il 63 per cento della raccolta. Ecco i dati ufficiali

Nel 2018 l’evoluzione delle entrate da giochi, dopo una crescita nel triennio 2014-2016 e una sostanziale stabilizzazione -nel 2017 -, fa registrare una leggera flessione, attestandosi sui 10 miliardi (-3 per cento) nonostante “la raccolta lorda” (il volume d’affari del settore) sia aumentata di una percentuale analoga, passando da 101,8 a 104,9 miliardi.

La “spesa”netta totale degli italiani per il gioco, che si ottiene sottraendo l’importo delle vincite (86,2 miliardi) alla raccolta lorda, è risultato nel 2018 pari a 18,7 miliardi, inferiore di quasi 500 milioni al valore dell’esercizio precedente. Si rileva quindi, oltre all’aumento della raccolta lorda, un incremento (+4 per cento) anche dell’ammontare relativo alle vincite; di conseguenza la tassazione complessiva del settore (10,0 miliardi, pari a circa lo 0,6 per cento del Pil, al 2,2 per cento delle entrate tributarie e al 4,7 per cento di quelle indirette) risulta pari a circa il 53,7 per cento della spesa netta, in linea con la quota dell’anno precedente. L’incidenza della tassazione complessiva del settore sulla raccolta netta costituisce il rendimento effettivo che, secondo quanto precisa l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, consente di valutare in maniera più corretta l’incidenza della tassazione la quale, se commisurata alla raccolta lorda, può apparire modesta.

Le categorie di giochi con la maggiore raccolta lorda, ossia apparecchi e slot machine e i giochi di abilità a distanza, presentano un rendimento effettivo rispettivamente del 63 per cento e del 20 per cento. La macro-categoria degli Apparecchi contribuisce da sola a quasi metà della raccolta lorda (46 per cento) e al 65 per cento delle entrate erariali ed è la tipologia di gioco sulla quale si sono concentrate maggiormente le modifiche normative, sia negli anni precedenti, che a partire da settembre 2018. Ciò in ragione del fatto che il settore dei giochi si caratterizza per logiche di gestione imprenditoriali e che la domanda dei consumatori si orienta maggiormente verso tipologie di gioco che assicurano un’elevata percentuale di redistribuzione ai giocatori della raccolta lorda (c.d. payout), e prevedono un breve intervallo temporale tra la giocata e il corrispondente evento/partita (come nel caso delle new slot e delle video lottery). Sulla categoria, inoltre, si applica un’aliquota dello 0,3 per cento della raccolta a titolo di canone concessorio.