La politica del governo giallo-verde e i recenti interventi in materia di regolamentazione del gioco legale sono tra i temi all’attenzione dell’industria del gaming internazionale riunita a Londra per il Betting on Football che si apre oggi per una due giorni dedicati alle scommesse e non solo.

E’ prevista per domani, 21 marzo, una conferenza a cui parteciperanno Marco Castaldo (CEO at Microgame), Bepi Pezzulli (General Counsel, SKS365), Quirino Mancini (Partner, Tonucci & Partners) e Carmelo Mazza (CEO, OIA Services/Betaland), moderata da Domenico Mazzola (Commercial Director, Altenar).

SBC News, organizzatrice dell’evento, ha incontrato Marco Castaldo, CEO di Microgame, per intervistarlo sul divieto di pubblicità al gioco introdotto in Italia e su come potrebbe influenzare il modello di business di Microgame.

“È troppo presto per dire quali saranno gli effetti del divieto quando questa estata sarà effettivo” ha risposto Castaldo alla domanda su quale potrebbe essere il segmento dell’offerta maggiormente colpito dal divieto. “Per prima cosa, la penetrazione online è ancora bassa in Italia e il gioco ‘terrestre’ è stato duramente colpito da azioni normative, come la riduzione delle AWP. Vi è un forte incentivo per gli operatori terrestri a sviluppare la loro presenza online e il divieto di pubblicità li favorisce”.

Alla lunga questo divieto potrebbe influenzare il modello di business di Microgame?, chiede  l’intervistatore

“Il nostro core business è stato multicanale per anni e così noi, e i nostri clienti, siamo ben posizionati per poter continuare a fare business anche senza pubblicità. Molti operatori di gioco terrestre si stanno rivolgendo all’online, molti per la prima volta, e questo è un fattore di crescita per Microgame. Il nostro modello non cambierà, ma abbiamo aumentato gli investimenti nella nostra piattaforma proprietaria e multicanale”.

In merito al numero delle concessioni online, circa 66, riferibili all’ultimo bando di gara, Castaldo ritiene sia un numero ” al di sopra delle aspettative del settore, almeno per coloro che credono che il mercato italiano sia troppo frammentato. Il fatto che il numero di licenze disponibili preventivate dal governo fosse molto più elevato non si traduce automaticamente in tasse più alte. Siamo appena stati colpiti abbastanza duramente”, spiega a proposito della possibilità che la tassazione venga aumentata.

“Dal numero di contratti a cui stiamo lavorando per servizi completamente esternalizzati l’interesse per il mercato mi sembra ancora forte. Dopo tutto, questo è uno dei più grandi mercati regolamentati del mondo e il potenziale di crescita è molto forte, nonostante il divieto di pubblicità. Gli operatori terrestri hanno colto l’opportunità e sono decisi ad andare avanti”. Per quanto riguarda le società straniere che hanno partecipato al bando di gara, Castaldo ritiene non sembrino ” voler perdere questa oppurtunità”.

“Con Microgame possono operare molto velocemente e praticamente senza investimento. Se l’azienda si dimostra promettente, possono integrare la propria tecnologia e, in ultima analisi, persino passare alla loro piattaforma successivamente. Adattare la propria piattaforma per l’Italia, data l’incertezza, ha meno senso ora di prima”.

 

 

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