“In certi casi mi sembra di assistere alla fiera dell’ipocrisia. Abbiamo però già ampiamente discusso e affrontato la questione del distanziometro, e abbiamo più volte tutti inteso molto chiaramente che non sono i metri che risolvono il problema della ludopatia, che è una patologia grave che va sicuramente attenzionata e per la quale le pubbliche istituzioni sino ad ora non hanno fatto niente, Regione compresa. Niente: i Comuni, né le Istituzioni, ma ce la prendiamo con i cittadini, con chi alza una serranda”. Così Domenico Damascelli di Forza Italia sulla legge in materia di gioco d’azzardo.

“Nessuno di noi ha fatto niente per prevenire questo. Non ci sono strumenti a disposizione delle forze dell’ordine; nulla è stato realizzato. Però parliamo sempre dei metri. Vi chiedo: ammesso e concesso che ci sia un distanziometro, se un’agenzia nasce a 500 metri da un luogo sensibile, rispettando la normativa, e una settimana dopo nasce un luogo sensibile all’interno dei 500 metri, che fanno? Chiudono tutto e si ritrasferiscono? Mi sapete rispondere su questo argomento? Ditemi come devono comportarsi.

Penso che questo sia un emendamento che dobbiamo inserire, facendo salve quelle agenzie che quando si insediano rispettano la normativa, ma poi non possono trasferirsi se arriva qualcun altro vicino ad insediarsi nei 200, nei 500 metri. Ecco perché è un’ipocrisia il distanziometro. Proprio per questa motivazione. Così come abbiamo detto un’infinità di volte  che basta utilizzare questo… Mica possiamo distanziarci da questo. È impossibile. Basta utilizzare questo per tutti i giochi, tutti i giorni, h24, sette giorni su sette e non cambia niente. È lo stesso esempio di quando si vogliono far chiudere i negozi, ma poi si va su Amazon e un cittadino può acquistare in qualunque momento, in danno a quei negozi.

Attuiamo delle vere iniziative di contrasto alla ludopatia, responsabilizzando anche gli operatori nel loro compito, perché devono avere delle responsabilità in questo, ma cerchiamo di essere concreti e cerchiamo di essere veri. Io mi sono stancato di ascoltare questo fatto dei 500 metri, che non servono a nulla. Tra l’altro, è stato sempre chiaramente spiegato che reprimere il gioco legale, vietare il gioco legale non fa altro che spalancare le porte al gioco illegale, consentendo ai malfattori e ai delinquenti di approfittarsi di certe situazioni. Non siamo ipocriti. Nelle nostre città chi vive, come me, per strada sa che da un momento all’altro si può far nascere un punto internet in cui raccogliere i dati e trasferire questi dati online a delle agenzie, a dei bookmaker che non hanno la concessione italiana. Che cosa cambia? Niente. Abbiamo sostenuto chi non paga le tasse in Italia. Peggio abbiamo fatto.

Dopodiché, verranno chiusi quei punti e non si risolverà niente. Si riapriranno dopo una settimana. e non rispettiamo, invece, chi paga le tasse, chi fa sacrifici, chi fa occupazione e chi ha personale.

Se oggi siamo qui  è perché abbiamo le sollecitazioni di un settore che ha creato notevole occupazione e noi abbiamo il dovere, considerato che non siamo neanche in grado di creare noi nuova occupazione, a quei privati, a quei cittadini che, invece, creano occupazione, di dare rispetto e di tutelare anche i lavoratori, e le attività naturalmente sono il perno principale per questi lavoratori.

Anche il Consiglio di Stato si è espresso in passato, dicendo che quelle sentenze che andavano a revocare le autorizzazioni perché non rispettavano il distanziometro andavano annullate. Anche il Procuratore nazionale antimafia, che penso sia la più autorevole autorità giuridica della legalità in Italia, si è espresso dicendo che è inopportuno reprimere il gioco legale. Noi dobbiamo reprimere il gioco illegale e chi dietro il gioco illegale fa tante attività illecite e utilizza il gioco illegale.

Cerchiamo di evitare di continuare a ideologizzare una questione che, invece, riguarda il lavoro e la vita di tanta gente. Non andiamo a ideologizzare questo. Mi meraviglio che da una parte politica da sempre antiproibizionista in certi momenti, invece, arrivino strane e scriteriate forme di proibizionismo. Io non sono proibizionista, perché sono contro la legalizzazione delle droghe leggere, ma sono per la legalità e per mantenere i posti di lavoro a questa gente, che grazie a questo settore, legale, lecito, che paga le tasse, oggi ha un’occupazione.

Un mio subemendamento sostenuto e firmato dal consigliere Marmo, dal consigliere Ventola, dal consigliere Caroppo, dal consigliere Zullo, dal consigliere Congedo, dal consigliere Abaterusso, che dice, invece, che è opportuno salvaguardare le attività già esistenti. Del resto, negli emendamenti noi spieghiamo che sono concesse misure di 250 metri per le nuove attività, ma per quelle insediate dopo l’entrata in vigore della legge n. 43/2013 e sino ad oggi, benché ci siano state delle proroghe”.