“Questo settore ha una grande importanza non solo dal punto di vista erariale. La domanda di gioco è anelastica, chiuderlo non risolve il problema. E’ fondamentale una regolazione, un controllo, che passa anche dagli strumenti tecnologci, che deve fare i conti con la tutela della privacy e questioni di ordine pubblico. Una parte del gioco, in pandemia, si è spostata verso l’online, una parte nell’illegale. Probabilmente oggi il gioco illegale ha superato il volume di gioco legale. L’Agenzia ha fatto molto contro l’offerta illegale. Mentre l’illegalità si è bene organizzata approfittando della stratificazione legislativa, e le normativa regionali, con fantasia molto fervida. E’ importante la vigilanza regolamentare. Bisogna definire il recinto, dare regole chiare per disciplinare un settore anche in modo innovativo. Per fare un esempio: la tessera sanitaria è una soluzione? Ho i miei dubbi. Bisogna riorganizzare il settore coinvolgendo l’industria che è il primo strumento di contrasto all’illegalità. Mi rendo conto che possa sembrare inefficace una App che consenta di sapere dove è dislocata l’offerta regolare, ma io personalmente la penso diversamente: se sai che è illegale, sai che commetti un reato. Non è fantascienza, sono sforzi che si possono fare, anche grazie alla collaborazione dell’industria”.

E’ quanto dichiarato da Marcello Minenna (nella foto), direttore generale ADM, nel corso dell’iniziativa dal titolo “Oltre le incertezze. Verso il riordino del gioco legale” organizzata dall’Istituto per la Competitività (I-Com) che si è tenuta oggi giovedì 18 novembre.

L’evento prende spunto dalle recenti pronunce del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia dell’Unione europea e mira a fare il punto della situazione in merito al dibattito in corso sul riassetto normativo del settore del gioco legale.