Non soltanto ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie, gelaterie, pub, bistrot. A scendere in piazza a Bari saranno anche agenzie di viaggio, venditori ambulanti, discoteche, spettacolo viaggiante, sale slot, scommesse, bingo, piscine, palestre, scuole di ballo, scuole di danza, cinema, teatri e ancora artisti, dj, musicisti, istruttori di varie discipline sportive, personal trainer, agenti di commercio, attività extra alberghiere, sale ricevimento, filiera del wedding, fieristi, fornitori del settore Horeca, negozi al dettaglio, botteghe artigiane. L’appuntamento degli imprenditori che chiedono di poter tornare a lavorare nel rispetto delle nuove normative in materia di sicurezza è per domani dalle 9.30 alle 18.30 in piazza Prefettura.

Alla manifestazione «Articolo 1 – Riprendiamoci il nostro lavoro» partecipano, anche come promotori, il coordinamento di associazioni e i gruppi spontanei di Partite Iva.

Sette le richieste formali da parte del coordinamento: proclamazione dello stato di emergenza economica; piano di esenzione fiscale e risarcimenti integrativi per le perdite subite nel 2020; credito di imposta per i fitti pagati nel corso dell’intero 2020; apertura immediata e sostenibile di tutte le attività in sicurezza per lavoratori ed avventori; immediata erogazione delle casse integrazioni in sospeso; inclusione delle attività rimaste escluse dai ristori per mancanza di fatturato storico; eliminazione della distinzione per codice Ateco prevalente. Tra i vari interventi che si susseguiranno durante la giornata, sarà presentata la proposta di apertura di tutte le attività domenica 14 febbraio, come azione di disobbedienza in mancanza di atti concreti entro cinque giorni dalla data della manifestazione. E’ quanto si legge su lagazzettadelmezzogiorno.it.