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(Jamma) – Si è svolta il 2 marzo a Roma, presso la sede della LUISS “Guido Carli” di Viale Romania, la tavola rotonda intitolata “Il gioco d’azzardo: i mille volti di un problema”, organizzata dal Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche “Vittorio Bachelet” in collaborazione con Avviso Pubblico.

Nel corso della tavola rotonda è stato presentato lo studio realizzato da Avviso Pubblico sulla Spesa di Province e Comuni capoluogo italiani relativa a slot machine e videolottery (clicca qui per consultare lo studio e le classifiche complete), elaborato a partire dai dati della spesa sul gioco d’azzardo in Italia, pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lo scorso 4 gennaio. Durante l’evento è stato inoltre presentato il libro, curato da Avviso Pubblico ed edito da Altreconomia, “Lose For Life – Come salvare un Paese in overdose da gioco d’azzardo”.

Dopo l’introduzione curata da Gian Candido De Martin, presidente del Centro “Bachelet”, è intervenuto Giovanni Russo, Procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia, autore di un contributo scritto per Lose For Life: “L’interesse verso il gioco d’azzardo è insito nella natura della criminalità organizzata – evidenzia Giovanni Russo – Proprio al gioco d’azzardo si connette l’interpretazione più diffusa nel corso dell’Ottocento della definizione di ‘camorra’, sinonimo di un gruppo di persone organizzate che traevano vantaggio giocando contro uno sprovveduto. Oggi le mafie non solo offrono un’alternativa al gioco legale, ma lo hanno anche messo a profitto, infiltrandosi in società che operano lecitamente, imponendo la distribuzione delle slot machines o alterandone il sistema di funzionamento”.

“Nel 2015 il Servizio per le Dipendenze di Modena ha svolto una serie di monitoraggi sul territorio, stimando la presenza, al ribasso, di almeno tremila giocatori patologici – ha spiegato Andrea Bosi, Assessore al Bilancio e alla Legalità del Comune di Modena e coordinatore provinciale di Avviso Pubblico –. Fra le persone in cura per dipendenza da gioco d’azzardo, in molti hanno dichiarato di aver contratto debiti a causa del gioco, 12 fra questi per cifre superiori ai 100mila euro. Un amministratore che viene a conoscenza di questi dati, non può non considerare le ripercussioni che il gioco ha sul sistema socio-economico di un territorio. È da questi dati che si deve partire per capire l’evoluzione di questo complesso fenomeno e intervenire con gli strumenti che gli Enti locali hanno in possesso”.

A seguire lo psicologo Mauro Croce, autore anche di un contributo scritto per Lose For Life, ha spiegato ai presenti il cambiamento di scenario che si è verificato in Italia negli ultimi 15 anni, analizzando anche come sono completamente cambiate le soglie d’accesso: “Prima il gioco d’azzardo era una questione di nicchia, che interessava alcuni intellettuali, alcuni personaggi particolari. Dal 2017 entra a far parte dei Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero le persone con disturbo da gioco d’azzardo dallo scorso anno hanno finalmente il diritto di curarsi. Questo perché il numero dei giocatori patologici è aumentato a dismisura negli ultimi anni a causa del cambiamento delle tipologie di gioco e dell’aumento smisurato delle occasioni di gioco e ad essere colpiti, per la maggior parte delle volte, sono i più poveri che giocando continuano a diventare sempre più poveri. Stiamo parlando di una malattia con una diffusione crescente, con costi sociali molto forti e con delle responsabilità altrettanto forti da parte degli attori coinvolti”.

“Il tema dell’attenzione e dei controlli nei confronti di chi si offre di fare affari con lo Stato, per mezzo del gioco legale, è centrale – ha dichiarato nel suo intervento conclusivo il giornalista de L’Espresso Giovanni Tizian, che da anni si trova a vivere sotto scorta proprio per le sue inchieste sul gioco d’azzardo in Emilia Romagna ed in particolar modo a Modena – Se un trafficante come Femia (condannato a 26 anni nel processo Black Monkey, ndr) ha potuto riciclarsi in un settore così sensibile come il gioco d’azzardo, che ha a che fare con la salute dei cittadini, è evidente il fatto che i controlli sono mancati. Parliamo di un settore che non conosce crisi e che anzi proprio in un momento di crisi, come quello che sta vivendo l’Italia da anni, è diventata l’unica àncora di speranza”.

A concludere il dibattito il professor Antonio La Spina docente di Sociologia della LUISS Guido Carli.

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