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(Jamma) – Il Tribunale di Lucca, con Sentenza depositata il 15 gennaio 2018, ha assolto il titolare di un CTD, assistito dall’avv.Marco Ripamonti, che in costanza del bando Monti si era veduto contestare il reato di cui all’art.4 Legge 401/89.

L’imputato aveva successivamente regolarizzato aderendo alla procedura di cui alla legge di Stabilità.

Il Tribunale, accogliendo le tesi del difensore, ha affermato come il bookmaker austriaco sia stato discriminato dal Bando Monti per via della clausola di cessione a titolo gratuito dei beni al termine dei diritti, previsto non a livello sanzionatorio, ma come regola vera e propria. Secondo il Tribunale, la Legge di Stabilità “che consente di fatto a tutti i richiedenti la regolarizzazione di ottenere la concessione pagando un importo forfetario in denaro, è spia del fatto che le previsioni del bando Monti fossero discriminatorie: se davvero l’obiettivo delle disposizioni del Bando (cioè la cessione dei beni a titolo gratuito al termine del rapporto) fosse stato quello di contrastare l’azione della criminalità organizzata, non ci sarebbe motivo, ora, a soli tre anni di distanza, di eliminare completamente tale disposizione, senza prevedere analoghe misure a tutela dell’ordine pubblico“.

Il Tribunale ha poi affermato che per poter invocare, da parte dell’imputato, la disapplicazione della norma penale per via della discriminazione patita, in relazione alle ordinanze rese in Corte di Giustizia sul caso Laezza all’esito delle diverse pregiudiziali sollevate dal tribunale del Riesame di Salerno, due sono le condizioni: che il bookmaker avesse partecipato alla gara Monti essendone stato escluso senza aggiudicazioni, oppure che il bookmaker non avesse affatto partecipato dimostrando un atteggiamento dello Stato Italiano comunque discriminatorio nei propri confronti.

L’avv.Ripamonti ha commentato sul punto: “Il Tribunale di Lucca ha condiviso la linea del Tribunale di Frosinone da cui è scaturita la vicenda Laezza, secondo cui, argomentando a contrario dalle pronunce successivamente rese, chi ha partecipato alla gara Monti aggiundicandosi anche solo una concessione, non avrebbe alcun titolo per asserire di essere stato discriminato“.

Sulla Cassazione n.889/2018 relativa al divieto di intermediazione anche nei centri regolarizzati l’avv.Ripamonti ha così commentato: “Si tratta di un caso di cui io stesso non mi sono neanche occupato. Mi sembra sia stato affermato un principio che andrebbe approfondito. Non posso però esprimermi non conoscendo i contenuti delle difese e i dettagli di quel caso“.

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