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SCOMMESSE – Il Tribunale di Sulmona ha reso una serie di pronunce assolutorie con sentenze emesse il 6 marzo e l’11 giugno 2018, con riferimento a procedimenti penali per raccolta abusiva di scommesse su eventi sportivi nei confronti di centri collegati a Stanleybet e Centurionbet 1128, operanti in data successiva al bando Monti.

Successivamente alle contestazioni penali i titolari dei centri avevano risolto i rispettivi contratti ed avevano optato per una collaborazione con diverso bookmaker aderente alla procedura di regolarizzazione di cui alla legge di Stabilità.

Per uno di essi era, nel frattempo, scattata anche l’imputazione di cui all’art.650 c.p. poiché il titolare del centro aveva proseguito nella attività di raccolta anche dopo avere ricevuto la notifica non solo del diniego alla richiesta 88 tulps, ma anche di decreto del Questore con cui si intimava la cessazione della attività.

L’avv. Marco Ripamonti ha sostenuto tutte le difese in punto discriminazione sia riguardo all’operatore Stanleybet, che Centurionbet, affermando come la giurisprudenza della Corte di Giustizia e quella di Cassazione abbiano raggiunto la medesima conclusione per i due operatori, ritenendoli discriminati dal Bando Monti, come anche i rispettivi preposti imputati.

La difesa si è anche concentrata sull’aspetto relativo all’elemento soggettivo del reato. Sul tema l’avv. Ripamonti ha sottolineato l’importanza delle scelte operative successive, sostenendo come la regolarizzazione non sarebbe stata possibile se gli imputati avessero cessato l’attività rispettando le disposizioni del Questore, basate su provvedimento discriminatorio, atteso che la regolarizzazione presupponeva la continuità della attività dei centri alla data del 30.9.2014.

L’assoluzione con ampia formula è stata così resa non soltanto per l’art.4 legge 401/89, ma anche riguardo all’art.650 c.p..

Soddisfatto l’avv. Marco Ripamonti, attualmente impegnato non soltanto nei procedimenti penali in materia di gioco, scommesse, peculati e fattispecie analoghe e connesse, ma anche nella sofferta questione della riduzione delle AWP e nella disamina ed approfondimento degli aspetti civilistici che potrebbero seguire, all’esito dell’udienza del 5 luglio prossimo dinanzi al Consiglio di Stato, sulla questione relativa alle distanze dai luoghi sensibili e regolamenti locali.
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