Il Tribunale di Palermo, con Sentenza del 5 luglio 2018, nel giudizio avanzato da un operatore avverso ordinanza ingiunzione per euro 20.000, relativa alla installazione di personal computer presso un esercizio di Leonforte, ha disposto la condanna alle spese ai danni dei Monopoli di Stato, in accoglimento delle richieste dei difensori dell’opponente avvocati Marco Ripamonti e Valentina Castellucci.
Il ricorso era stato basato su diverse argomentazioni, tra cui anche l’annullamento del sequestro sugli stessi beni, avvenuto in sede penale da parte del Tribunale di Enna, in accoglimento delle tesi degli stessi difensori, per la contestazione penale basata sul reato di cui all’art.4 legge 401/89.

Contestazione ritenuta infondata per carenza dei presupposti della norma incriminatrice.

Il sequestro era stato così convertito in sequestro amministrativo ed era stata irrogata la sanzione con ordinanza – ingiunzione.

Successivamente al deposito del ricorso i Monopoli hanno revocato l’ordinanza – ingiunzione in autotutela, ma il Tribunale, sulla base del principio della soccombenza virtuale, ha comunque disposto la rifusione delle spese di causa in favore dell’opponente.

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