Il Tar Liguria, pronunciandosi in merito al ricorso del titolare di una sala scommesse di Chiavari, ha accolto la tesi del ricorrendo e quindi stabilito l’annullamento dell’ordinanza che impone la chiusura della sala in applicazione del distanziometro dai luoghi sensibili.  “La regione Liguria si è determinata in argomento con la denunciata legge 2012, n. 17, che è rubricata ‘disciplina delle sale da gioco’” ricodano i giudici “il comma 2 dell’art. 1 della legge citata distingue l’esercizio delle sale da gioco dal gioco lecito nei luoghi aperti al pubblico; la variante al PRG di Chiavari introdotta con l’impugnata deliberazione 16.12.2013, n. 137 del consiglio comunale di Chiavari regola espressamente e unicamente le “..a3. attività di intrattenimento e svago (comunemente definite “sale giochi”) praticate tramite l’utilizzo degli apparecchi e congegni di cui all’art. 110, comma 6, lett. a) e comma 6 lett. b) del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza …da svolgersi in apposite sale pubbliche da gioco allestite e attrezzate appositamente ed esclusivamente per tale uso…”; la norma locale non menziona con ciò le sale scommesse quale è quella esercitata dalla ricorrente.

Da ciò la fondatezza delle censure in rassegna nella parte in cui denunciano la violazione delle distanze commesse con l’installazione della sala scommesse a meno di metri trecento dal cimitero cittadino e dallo stadio, posto che la distinzione operata al riguardo dalla legge regionale 2012/17 nel senso sopra indicato non abilita l’amministrazione ad applicare anche alle sale scommesse i limiti distanziometrici che devono invece essere osservati dalle sale giochi.

Commenta su Facebook