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(Jamma) – “Sistema Gioco Italia è da sempre attiva nel favorire una maggiore collaborazione e uno scambio di informazioni tra autorità pubbliche, organizzazioni sportive e operatori di gioco legali, nelle azioni di prevenzione e contrasto alla corruzione con particolare riferimento alla frode sportiva.

In questa direzione, crediamo sia importante cogliere l’invito della Risoluzione UNCAC 7/8 sulla corruzione nello sport, proposta dall’Italia e approvata dall’ONU a novembre, che chiede agli Stati membri di affrontare le problematiche legate all’offerta illegale di scommesse.” E’ questo l’auspicio che Giovanni Emilio Maggi, consigliere di Sistema Gioco Italia, la federazione di filiera dell’Industria del Gioco di Confindustria, ha condiviso nel corso del dibattito sul sistema degli appalti, il contrasto al match-fixing e lo sviluppo di modelli di governance che si è svolto oggi a Roma. L’evento fa parte del seminario sul contrasto alla corruzione nello sport organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero degli Affari Esteri e dal Coni d’intesa con l’Autorità Nazionale Anticorruzione che ha visto la partecipazione di rappresentanti di alto livello dell’UNESCO, del Comitato Olimpico Internazionale e del Consiglio d’Europa.

“L’Italia, e in modo particolare l’Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata pioniera nel sollecitare una più forte collaborazione fra settore pubblico e operatori privati per contrastare il fenomeno del match-fixing e auspichiamo che questo modello di collaborazione si diffonda maggiormente fra tutti gli attori coinvolti, facendo dell’Italia un modello virtuoso a livello europeo” ha aggiunto Maggi, sottolineando anche che “il contrasto all’offerta di scommesse illegali deve fondarsi su tre direttrici principali: un miglioramento del meccanismo di inibizione ai siti degli operatori di gioco illegali, la chiusura definitiva delle reti fisiche illegali sul territorio e un intervento sulle autorità bancarie nazionali al fine di verificare come impedire l’utilizzo di sistemi di pagamento sui siti degli operatori del gioco illegali”.

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