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(Jamma) Joey Barton, sospeso dalla FA per 18 mesi. Il centrocampista del Burnley, che dovrà anche pagare una multa da 30mila sterline, è stato sanzionato per aver scommesso su diverse partite: ben 1.260 le puntate su gare di calcio fatte tra il 26 marzo 2006 e il 13 maggio 2016. Il giocatore classe ’82 ha ammesso di aver infranto il regolamento, ma in un lungo comunicato ha anche precisato di ritenere eccessiva tale decisione, considerato che – come emerso peraltro durante il procedimento – non ha mai truccato un match.

“Ammetto di aver infranto il rogolamento- spiega Barton- ma la sanzione è davvero pesante. Ho combattuto la dipendenza da gioco d’azzardo e ho fornito alla FA una relazione medica sul mio problema. Sono deluso del fatto che non è stata presa in debita considerazione. Penso che se la FA facesse davvero sul serio dovrebbe guardare alla cultura del gioco d’azzardo nel mondo del calcio, il ruolo delle scommesse nel calcio e nelle trasmissioni sportive, piuttosto che dare la colpa ai giocatori che piazzano una scommessa.

Non sono il solo nel mondo del calcio ad avere un problema con il gioco d’azzardo. Sono cresciuto in un ambiente dove la scommessa era ed è ancora parte della cultura. mi ricordo quando la mia famiglia mi permetterva di piazzare una scommessa . 

Ho violato le regole ma sicuramente la FA deve ammettere che c’è uno scontro tra le loro regole e la cultura che circonda il calcio moderno, in cui chiunque segue il calcio in TV o negli  stadi è bombardato dal marketing, la pubblicità e la sponsorizzazione da parte di società di scommesse, e dove gran parte della copertura televisiva, su Sky per esempio, si intreccia con gli interessi delle emittenti nel gioco d’azzardo. In questo ambiente non è facile smettere di giocare  o anche far capire alle persone all’interno dello sport che scommettere è sbagliato. E’ come chiedere a un alcolista di trascorrere tutto il suo tempo in un pub o di una fabbrica di birra. Se la FA è seriamente intenzionata ad affrontare il gioco d’azzardo deve riconsiderare la propria dipendenza dal gioco d’azzardo. Dico tutto questo non per giustificare me stesso. Ma io voglio spiegare che a volte questi problemi sono più complicati di quello che sembrano”.

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