Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria ha rigettato il ricorso presentato da Società Sogno di Tolosa contro il Ministero dell’Interno per l’annullamento dei provvedimenti aventi ad oggetto il rigetto della richiesta di rilascio di licenza di pubblica sicurezza per l’esercizio di attività di intermediazione telematica e la cessazione immediata dell’attività di raccolta scommesse di qualsiasi natura effettuata.

Il giudici ghanno rilevato che “La legislazione ha dunque chiaramente configurato un sistema “a doppio binario”, in quanto obbliga chi intenda svolgere l’attività a munirsi sia della concessione da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, che dell’autorizzazione di pubblica sicurezza di cui all’art. 88 TULPS.

Tale sistema a doppio binario ha positivamente superato il vaglio della giurisprudenza comunitaria e nazionale.

Da un lato, infatti, la Corte di Giustizia dell’Unione europea, Sez. III, con sentenza 12 settembre 2013, n. 660/11, ha affermato che “gli articoli 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale che imponga alle società interessate a esercitare attività collegate ai giochi d’azzardo l’obbligo di ottenere un’autorizzazione di polizia, in aggiunta a una concessione rilasciata dallo Stato al fine di esercitare simili attività, e che limiti il rilascio di una siffatta autorizzazione segnatamente ai richiedenti che già sono in possesso di una simile concessione”.

Dall’altro, sulla scorta della citata giurisprudenza comunitaria, anche il Consiglio di Stato ha recentemente confermato che è compatibile con il diritto comunitario il c.d. sistema concessorio-autorizzatorio del “doppio binario”, che richiede, per l’esercizio di attività di raccolta di scommesse, sia il rilascio di una concessione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, sia l’autorizzazione di pubblica sicurezza di cui all’art. 88 del Testo unico di pubblica sicurezza (Cons. di St., III, 10.8.2018, n. 4905; id., 20.4.2015, n. 1992; id., 27.11.2013, n. 5672).

Sono invece del tutto estranee al presente giudizio, che riguarda un diniego dell’autorizzazione ex art. 88 TULPS, tutte le questioni che concernono – a monte – le gare per l’ottenimento della concessione od il loro rifiuto (gare che, peraltro, sono indette da un’amministrazione statale diversa da quella dell’Interno, unica evocata nel presente giudizio), sotto i profili del numero delle concessioni messe a gara, delle distanze tra i concessionari e delle posizioni di privilegio impropriamente riservate ai concessionari storici, questioni che avevano dato luogo alla giurisprudenza comunitaria impropriamente citata a sostegno del ricorso (segnatamente, le sentenze C.G.C.E., 6.3.2007, n. 338/04, Placanica e C.G.U.E., IV, 16.2.2012, n. 72/10, Costa e Cifone)”.

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