tar tribunale
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(Jamma) – Il Tar Liguria ha respinto – tramite sentenza – il ricorso presentato dal titolare di una ditta individuale contro Ministero dell’Interno e Questura di Savona in cui si chiedeva l’annullamento del decreto con cui era stata rigettata l’istanza di rilascio della licenza per l’attività di scommesse.

L’uomo ha impugnato il provvedimento di diniego di autorizzazione alla trasmissione dei dati inerenti le scommesse per conto di una società con sede a Malta.

Il Tar ha però stabilito che “Il diniego è giustificato con riferimento alla necessità che il soggetto per conto del quale le scommesse sono raccolte sia titolare di una concessione, circostanza questa pacificamente assente nel caso di specie.

L’art. 88 tulps stabilisce: ‘1. La licenza per l’esercizio delle scommesse può essere concessa esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzazione e gestione delle scommesse, nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione’.

In assenza della richiesta concessione in capo alla società l’autorizzazione alla ricorrente non avrebbe potuto essere rilasciata. La causa, tuttavia, verte sul preteso contrasto della normativa italiana con il diritto di stabilimento previsto dal Trattato UE. Tale contrasto è stato escluso dalla Corte di giustizia dell’UE.

La Corte con la sentenza 12 settembre 2012 C 660 -11 e C 8 – 12 ha affermato che gli articoli 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che, allo stato attuale del diritto dell’Unione, la circostanza che un operatore disponga, nello stato membro in cui è stabilito, di un’autorizzazione che gli consente di offrire giochi d’azzardo non osta che un altro Stato membro, nel rispetto degli obblighi posti dal diritto dell’Unione, subordini al possesso di un’autorizzazione rilasciata dalle proprie autorità la possibilità, per un tale operatore di offrire siffatti servizi a consumatori che si trovino sul suo territorio.

Ne consegue l’infondatezza del gravame”.

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