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(Jamma) “L’art. 88 del R.D. 18 giugno 1931 n. 773, come sostituito dall’art. 37 I. 23 dicembre 2000 n. 388, stabilisce che “la licenza per l’esercizio delle scommesse può essere concessa esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzazione e gestione delle scommesse, nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione“.

Così la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione sul ricorso proposto da un esercente collegato a un centro Stanleybet.

“La licenza contemplata da tale disposizione non è, dunque, alternativa alla concessione o alla autorizzazione, che l’incaricato dal concessionario può ottenere da quest’ultimo, nell’ambito di quanto previsto dalla stessa concessione o autorizzazione originaria, giacché altrimenti la norma risulterebbe priva di senso logico, in quanto la concessione o autorizzazione ottenuti dall’interessato assorbirebbero la licenza, rendendone superflui la richiesta e il rilascio, espressamente previsti pur considerando la nuova disciplina della raccolte di scommesse” si legge nella pronuncia.

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