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(Jamma) Il reato previsto all’art. 4 della legge n. 401 del 1989, ovvero la raccolta di scommesse senza autorizzazione, “deve intendersi perfezionato attraverso la accettazione, in forma organizzata, anche di una singola scommessa, non essendo necessaria la reiterazione della condotta in questione o, comunque, la accettazione di una pluralità di giocate”.

E’ quanto si legge nella sentenza della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione con la quale è stato respinto il ricorso del gestore di un punto di scommesse di Salerno privo di autorizzazione. La Corte fa riferimento al “predicato della abitualità richiamato dalla Corte di Salerno” che ” pertanto, va considerato riferito non al reato, esulando quindi da esso le altrimenti derivanti conseguenze definitorie, ma al comportamento tenuto dal (….),con la conseguenza, correttamente tratta dalla Corte territoriale, che lo stesso non poteva dirsi caratterizzato dalla particolare tenuità ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 131-bis cod. pen.

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