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(Jamma) La 3° Sezione Penale della Corte di Cassazione si è pronunciata su quattro casi relativi a ricorsi presentati da centri scommesse collegati a tre diversi bookmaker senza concessione. La Terza sezione penale ha annullato con rinvio ai tribunali di Foggia, Salerno, Verona e Benevento le ordinanze di sequestro per centri scommesse collegati a Betsolution4u, Stanleybet e Centurionbet.

“Va anzitutto chiarito – scrivono i giudici- che la valutazione demandata al giudice nazionale in ordine alla eccedenza o meno di una disposizione, cui la Corte stessa ha annesso comunque, in premessa, natura di restrizione dei diritti di stabilimento e/o di libera prestazione dei servizi, non può che essere effettuata globalmente sulla base dei parametri indicati nella sentenza stessa e solo riassuntivamente appena sopra indicati; una tale valutazione, inoltre, in quanto dipendente anche da requisiti di fatto, per di più variabili a seconda delle circostanze del caso, non può che essere affidata al giudice di merito, esulando la stessa dai limiti cognitivi assegnati a questa Corte; si tratterà, allora, evidentemente, di effettuare una valutazione del grado, per così dire, di “antieconomicità” derivante dalla “virtuale” partecipazione, per la (omissis) alle gare indette a seguito del d.l. n. 16 del 2012 sulla base, tra gli altri, ed esemplificativamente, oltre che del necessario parametro, individuato non in via esclusiva dalla stessa Corte di giustizia, del valore venale dei beni da impiegare, anche del profitto ragionevolmente ricavabile dall’attività di raccolta delle scommesse, secondo un giudizio di tipo prognostico fondato su criteri legati all’id quod plerumque accidit. Ne consegue, alla stregua dei rilievi che precedono, che l’ordinanza impugnata deve essere annullata, con assorbimento di ogni ulteriore questione formulata e con rinvio al Tribunale di (omissis) che procederà (nell’esercizio dei poteri riconosciutigli per legge nella fase dell’impugnazione cautelare, e dunque potendo sempre utilizzare e valutare, oltre che la documentazione e gli accertamenti tecnici sul punto già in atti, anche ulteriori elaborati tecnici sempre producibili dalle parti) a nuovo esame sulla base di quanto sin qui esposto con ampia facoltà di valorizzare, oltre ai parametri sopra indicati a titolo esemplificativo, ogni altro parametro ritenuto necessario e funzionale ad esprimere una valutazione in ordine alla proporzionalità o meno della misura in oggetto al fine di farne discendere la valutazione sulla concreta natura discriminatoria nei confronti dell’operatore straniero”.

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