Il Tribunale di Viterbo, con sentenza resa il 12 novembre 2020, ha assolto con formula il fatto non sussiste il titolare di un centro collegato al bookmaker maltese Potterbet, che nel 2015 è stato indagato per raccolta abusiva di scommesse per conto di detto operatore estero, all’interno della propria agenzia, pur avendo ricevuto il diniego della Questura alla relativa istanza tesa ad ottenere il titolo di pubblica sicurezza.

Diversi gli argomenti svolti dal difensore dell’imputato, Avv.Marco Ripamonti, sia riguardanti la mancanza di concretezza dei fatti connotanti il reato, sia inerenti a profili discriminatori ai danni del bookmaker ai fini dell’accesso alla seconda procedura di regolarizzazione del 2016, contestati per iscritto ad Adm da parte della società preponente, ma rimasti irrisolti.

Discriminazione aggravata, secondo la difesa, dalla proroga del sistema attuale disposta con una circolare da parte della stessa Adm senza la fissazione di un termine di durata massima dello stato attuale.

La motivazione è prevista in 90 giorni.