A vent’anni esatti dal suo successo, il corridore toscano vuole ripresentarsi sulle strade della classica più massacrante. Un piazzamento nei dieci è a 50, il podio a 150.

 

Ha corso tutta la carriera con la Roubaix nella testa e nel cuore. L’ha vinta nel 1999, dopo averla sfiorata due volte. Le sconnessioni del pavé, che torturano anche campioni conclamati, sotto i suoi pedali sembravano appiattirsi magicamente. E oggi Andrea Tafi vuole riprovarci. L’obiettivo è quello di presentarsi sulla soglia dei 53 anni al via della Parigi-Roubaix edizione 2019, a vent’anni esatti dalla sua vittoria. Il progetto sta prendendo corpo: fra le squadre interessate ad ingaggiarlo pare ci sia anche la Dimension Data di Mark Cavendish.

 

Il caso ha catturato l’attenzione degli analisti SNAI, che hanno lanciato uno speciale sull’ex corridore toscano. Vederlo tagliare il traguardo per primo alla Roubaix 2019 è un’ipotesi che vale 350 volte la scommessa. Un piazzamento sul podio è a quota 150. Meno improbabile che entri nei primi dieci, un evento dato a 50.

 

Nella sua lunghissima carriera (ha corso dal 1988 al 2005) Tafi ha corso la Roubaix 13 volte. Oltre alla vittoria del 1999, ha raggiunto il podio nel 1996 e nel 1998 e il 5° posto nel 2003, a 37 anni. Complessivamente si è piazzato cinque volte nei primi dieci. All’ultima sfida, a 39 anni, si è fermato al 42° posto. Nella “sua” corsa, che molti corridori rifiutano di affrontare, non si è mai ritirato.

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